Gioia del paganesimo

I paesi d’Europa rimasti sotto la influenza dei preti sono precisamente quelli dove ancora si canta, si danza, ci si mettono vestiti sgargianti e l’arte vive all’aperto. La dottrina e la disciplina cattolica possono essere dei muri, ma sono i muri di una palestra di giochi. Il Cristianesimo è la sola cornice in cui si sia preservata la gioia del paganesimo. Immaginiamoci dei fanciulli che stanno giocando sul piano erboso di qualche isolotto elevato sul mare; finché c’era un muro intorno all’orlo dell’altura, essi poteva-no sbizzarrirsi nei giochi più frenetici e fare di quel luogo la più rumorosa delle nurseries; ora il parapetto è stato buttato giù, lasciando scoperto il pericolo del precipizio. I fanciulli non sono caduti, ma i loro amici, al ritorno, li hanno trovati rannicchiati e impauriti nel centro dell’isolotto, e il loro canto era cessato. […] La cinta esterna del Cristianesimo è un rigido presidio di abnegazioni etiche e di preti professionali; ma dentro questo presidio inumano troverete la vecchia vita umana che danza come i fanciulli e beve vino come gli uomini. […] Nella filosofia moderna avviene il contrario: la cinta esterna è innegabilmente artistica ed emancipata: la sua disperazione sta dentro.

Gilbert Keith Chesterton

Democrazia

G.K. Chesterton
La democrazia non è filantropia; non è neppure altruismo o riformismo sociale. La democrazia non è fondata sulla pietà per l’uomo comune; la democrazia è fondata sulla reverenza per l’uomo comune, o, se volete, perfino sulla paura nei suoi confronti. Non è la paladina dell’uomo perché l’uomo è così miserabile, ma perché è sublime. Non obietta tanto al fatto che l’uomo comune sia uno schiavo, quanto al fatto che non sia un re.

Gilbert Keith Chesterton

Fianco a fianco

000006c6_bigÈ vero che la Chiesa ha ordinato ad alcuni uomini di battersi e ad altri di non battersi, ed è vero che quelli che si battevano erano come folgori, quelli che non si battevano come statue. Tutto questo significa semplicemente che la Chiesa ha voluto servirsi dei suoi super-uomini come dei suoi tolstoiani. C’è qualcosa di buono nella vita guerresca, per cui molti uomini eccellenti hanno scelto di essere soldati; c’è del buono nella idea della non-resistenza, per cui altri hanno preferito essere quaccheri. Tutto quello che la Chiesa fece (fino al punto in cui credette di farlo) fu per impedire che una delle due cose cac-ciasse l’altra: dovevano esistere fianco a fianco. 

Gilbert Keith Chesterton

Fanatici


Uomini che cominciano a combattere le Chiesa per amore della libertà e della umanità finiscono per combattere anche la libertà e l’umanità pur di combattere la Chiesa. […]3375466-2
Noi non ammiriamo – e giustifichiamo appena – il fanatico che devasta questo mondo per amore dell’altro; ma che dire del fanatico che devasta questo mondo in odio dell’altro? Egli sacrifica l’esistenza della umanità alla non esistenza di Dio: non offre le sue vittime all’altare, ma semplicemente le sacrifica per dimostrare che l’altare è inutile e il trono è vuoto; è disposto a distruggere anche questo primordiale principio etico, per il quale tutte le cose vivono per la sua strana ed eterna mania di vendetta su qualcuno che secondo lui non ha vissuto affatto.

Gilbert Keith Chesterton

Il limite della volontà

GKC_Camera_FullNon si può ammirare la volontà in generale perché l’essenza della volontà è di essere particolare. […] Tutti gli adoratori della volontà mancano di volizione; possono appena desiderare, non volere. Una prova di ciò, se occorresse, si può trovarla facilmente nel fatto che tutti costoro parlano della volontà come di qualcosa che erompe, che si espande. Ma è proprio vero il contrario: ogni atto di volontà è un atto di autolimitazione. Desiderare una azione è desiderare una limitazione. In questo senso ogni atto è un atto di autosacrificio. Scegliendo una cosa, voi rifiutate tutte le altre. […] Ogni atto rappresenta una scelta e un’esclusione irrevocabile. 

Gilbert Keith Chesterton

Rivoluzione

Gli uomini hanno cercato di trasformare il verbo «rivoluzionare» da transitivo a intransitivo. Il giacobino vi indicherebbe non solo il sistema contro il quale dovreste ribellarvi, ma (quel che più importa) anche il sistema contro il quale non dovreste ribellarvi, nel quale dovreste avere fiducia. I nuovi ribelli non sono scettici e non hanno intera fiducia in niente. Non sono fedeli a niente e non potranno mai essere dei veri rivoluzionari. Il fatto che essi dubitino di ogni cosa sbarra loro il cammino ogni qual volta essi vogliono denunciare qualche cosa. Ogni denuncia implica una dottrina morale; ora il moderno rivoluzionario, non solo dubita dell’istituto che egli denuncia, ma anche della dottrina, in base e in favore della quale egli la denuncia. […] L’uomo moderno con tutte le sue intenzioni di rivolta è diventato praticamente inutilizzabile per la rivolta. Col ribellarsi contro ogni cosa ha perduto il diritto di  ribellarsi contro qualcosa.

Gilbert Keith Chesterton

Il pericolo del pensiero

P20-GKC-800x500Il pericolo consiste in questo: che l’intelletto umano è libero di distruggersi. Come una generazione potrebbe distruggere l’esistenza della generazione successiva, se tutti si facessero frati o si gettassero in mare, così un gruppo di pensatori può fino a un certo punto impedire alla generazione futura di pensare, insegnando che tutto quello che pensano gli uomini non ha valore alcuno. È ozioso parlare sempre dell’alternativa di ragione e di fede. La ragione stessa è materia di fede. È un atto di fede asserire che i nostri pensieri hanno una qualsiasi relazione con la realtà. […] C’è un pensiero che arresta il pensiero; ed è il solo che è necessario. 

Gilbert Keith Chesterton

 

Virtù selvagge

65Gli uomini moderni non sono cattivi, in un certo senso sono fin troppo buoni. Il mondo è pieno di virtù selvagge e messe in subbuglio. Quando un sistema religioso è sconvolto, come il cristianesimo all’epoca della Riforma, non si scatenano soltanto i vizi. I vizi – rilasciati – dilagano e danneggiano. Ma neanche le virtù, lasciate in balìa di se stesse, si diffondono più selvaggiamente e fanno anche più terribili danni. Il mondo moderno è pieno di antiche virtù cristiane che sembrano come folli: sono divenute folli perché sono scisse una dall’altra e vagano senza meta. Così alcuni scienziati coltivano la verità, ed è una verità senza pietà; così alcuni umanitari coltivano la pietà, e la loro pietà, (mi dispiace dirlo) è spesso nemica della verità.  

Gilbert Keith Chesterton

 

Il cerchio e la croce

Chesterton5Come abbiamo preso il circolo per simbolo della ragione e della pazzia così possiamo prendere la croce per simbolo del mistero e della salute. Il buddismo è centripeto; il cristianesimo è centrifugo: esso erompe. Il circolo è, per sua natura, infinito e perfetto, ma resta fissato nelle sue dimensioni; non può essere più gran-de né più piccolo. La croce, che ha nel suo centro una collisione e una contrad-dizione, può stendere le sue quattro braccia all’infinito senza alterare la sua forma. Per il paradosso centrale che essa contiene può crescere senza cambiare. Il circolo ritorna su se stesso ed è chiuso. La croce apre le sue braccia ai quattro venti; è un segnale indicatore per viaggiatori in libertà.

Gilbert Keith Chesterton

Solitudine teologica

gilbert-keith-chesterton-1912C’è nell’Islam un paradosso che forse rappresenta una permanente minaccia. Questa grande fede nata nel deserto fa sbocciare la sua estasi proprio dalla desolazione della sua terra, e si potrebbe anche dire dalla solitudine della sua teologia. Essa afferma, e con non poca sublimità, qualcosa che non è tanto la singolarità di Dio, quanto la sua solitudine. Con estrema semplificazione, la fede è in tutto simile alla figura solitaria del Profeta Maometto; eppure questo isolamento prorompe perpetuamente nel suo esatto contrario. Un vuoto sta nel cuore dell’Islam che deve essere riempito ancora e ancora dalla mera ripetizione di quella rivoluzione che lo ha fondato.
Non ci sono Sacramenti, l’unica cosa che può accadere è una specie di apocalisse, unica quanto la fine del mondo; e di conseguenza non si può far altro che ripetere questa apocalisse e che il mondo finisca ancora e ancora. Non ci sono preti, eppure questa uguaglianza può solo generare una moltitudine di profeti anarchici numerosi quasi come i preti. Proprio il dogma che dice che c’è solo un Maometto genera una processione infinita di Maometti. […] Questi grandi fanatici, o grandi creatori di fanatismo, sono riusciti a rendere il loro militarismo quasi famoso e formidabile come l’impero turco, sulle cui frontiere indugiano, e a spargere un regno di terrore. 

Gilbert Keith Chesterton, Lord Kitchener

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