Il governo della tenerezza

Una delle tendenze del nostro tempo è quella di usare la sofferenza dei bambini per screditare la bontà di Dio – e una volta che  hai screditato la sua bontà, con lui hai praticamente finito. I tipi alla Alymers, che Hawthorne vedeva come una minaccia, si sono moltiplicati. Indaffarati a sfrondare l’imperfezione umana, essi avanzano tagliando via anche il materiale grezzo del bene. Ivan Karamazov non può avere fede, fin tanto che un solo bambino soffre; l’eroe di Camus non può accettare la divinità di Cristo a causa del massacro degli innocenti. In questo tipo di pietà popolare, noi registriamo un progresso in sensibilità e una perdita in visione complessiva. Se altre epoche sentivano di meno, esse vedevano di più, anche se vedevano con l’occhio cieco, profetico, non-sentimentale dell’accettazione, vale a dire della fede. Venuta meno questa fede, oggi noi governiamo con la tenerezza. Si tratta di una tenerezza che, ormai da lungo tempo separata dalla persona di Cristo, è avvolta nella teoria. E quando la tene-rezza è staccata dalla fonte  della tenerezza, il suo risultato logico è il terrore. Finisce nei campi di lavoro forzato e nei fumi delle camere a gas.

Flannery O’Connor

 

 

La libertà del dogma

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Il dogma non può in alcun modo limitare un Dio illimitato. Chi è fuori dalla Chiesa gli attribuisce un significato diverso da chi ne è all’interno. Per me un dogma è solo una via d’accesso alla contempla-zione ed è strumento di libertà, non di costrizione. Salvaguarda il mistero a tutto vantaggio della mente umana.

Flannery O’Connor

Passare indenni / 2

article_zoom_1591_4« A garanzia del nostro senso del mistero, occorre un senso del male che veda il diavolo come uno spirito reale, spirito che va costretto a dichiararsi, e non semplicemente come male indefinito, bensì con una personalità specifica per ogni occasione. La letteratura, al pari delle virtù, non prospera in un’atmosfera dove non si riconosca il diavolo come esistente, sia in se stesso sia come necessità drammatica dello scrittore. » 

Flannery O’Connor

Passare indenni

Flannery«San Cirillo di Gerusalemme, nell’istruire i catecumeni, scriveva: Il drago è in agguato sul ciglio della strada e guarda quelli che passano. Attenti ché non vi divori. Noi andiamo al Padre delle Anime, ma bisogna passare accanto al drago. Qualunque forma il drago possa assumere, è questo misterioso passargli davanti indenni, o finirgli tra le fauci, che le storie di qualsiasi profondità terranno sempre a raccontare, e laddove questo avvenga ci vuole un coraggio notevole, in qualsiasi momento, in qualsiasi terra, per non voltare le spalle al narratore »

Flannery O’Connor