Segesta

cp1utrhweaeoowxIl tempio si incastra nel paesaggio in una compatta unità di forza selvaggia e di armonia. Era una giornata nuvolosa e tirava vento; il moto delle nubi e l’equilibrio dei monti sembravano subire il dominio del santuario. Se non ci fosse il tempio a concedere una dilazione, le forze della natura si scaglierebbero titanicamente l’una sull’altra. Il rapporto ideale tra potenza e ordine è raggiunto nella distribuzione in linea orizzontale e verticale: con la contemplazione lo spirito acquista sicurezza e quietudine. Simili edifici sono installazioni di ordine superiore, nella cui sfera d’influenza la vita artistica ed eroica si nutre per secoli. Vi si esterna in un sol colpo l’intera forza terrestre; in questo senso è il suolo a sospingerli, come per effetto di un processo di cristallizzazione. Si sente che tra questi edifici e il suolo c’è un’affinità; eppure sono composizioni dello spirito – perciò si tratta al tempo stesso di formazioni della potenza incosciente e di quella cosciente.

Ernst Jünger

I carnefici di domani


81353979Il lato terrificante della tecnica promana da altre sfere, rispetto alle quali le macchine hanno lo stesso rapporto del sintomo con la malattia. Queste sfere non esercitano il loro influsso solo sulla tecnica, ma su tutti gli altri ambiti. Se fosse dunque possibile arrestare qua e là un ingranaggio, per esempio la costruzione delle bombe atomiche, il terrore eromperebbe da altre parti del meccanismo. Sotto questo aspetto, per esempio, le scienze biologiche hanno quasi superato quelle fisiche, non tanto per quel che concerne i mezzi di distruzione quanto, piuttosto, la fecondazione artificiale di esseri umani: una delle più gravi infrazioni di un tabù che si possano concepire. Decine di migliaia di creature senza padre vivono già nel nostro mondo: esseri che non sono stati concepiti per amore. Saranno i carnefici di domani. La creazione di una simile casta è ben più grave dell’antica schiavitù. […] È rimasto il disagio con cui da sempre si guarda al mondo degli incubi come un dominio di esclusiva pertinenza satanica. Poiché però difettano i concetti teologici, si dà corso a curiose discussioni giuridiche, biologiche e sociologiche. Tutto questo per mostrare che non è così facile fermare l’automatismo come comunemente si ritiene. Il suo asse poggia là dove non gira più nessuna ruota. L’automatismo è oggi la potenza universale, la tecnica è la lingua universale. Non la si domina con  provincialismi. L’uomo deve invece elevarsi al di sopra della propria condizione per raggiungere, attraverso la libera, spontanea forza dello spirito, una sfera universale, ove potrà abbracciare con lo sguardo l’intero processo in tutta la sua ampiezza e imponenza. Solo allora potrà ricondurlo sotto il proprio controllo e sul binario desiderato. Questa altezza non può essere raggiunta indietreggiando, ma solo avanzando e al prezzo di sacrifici, ed esclusivamente da parte di coloro che hanno a cuore le leggi di un nuovo tempo del mondo. 

Ernst Jünger, 1954

Intimità con la sostanza

fl-100415-03I libri non cambiano, è piuttosto il lettore a mutare assieme a coloro che lo circondano. L’esperienza personale e storica e quindi le prospettive si trasformano di generazione in generazione. Eppure un buon autore può continuare ad essere moderno, e non per vocazione profetica ma grazie ad una maggiore intimità con la sostanza. 

Ernst Jünger

Ribelle

ernst-junger-felpostbriefe-an-die-familie-1915-1918-klett-cottaChiamiamo invece Ribelle chi nel corso degli eventi si è trovato isolato, senza patria, per vedersi infine consegnato all’annientamento. Ma questo potrebbe essere il destino di molti, forse di tutti – perciò dobbiamo aggiungere qualcosa alla definizione: il Ribelle è deciso a opporre resistenza, il suo intento è dare battaglia, sia pure disperata. Ribelle è colui che ha un profondo, nativo rapporto con la libertà, il che si esprime oggi nell’intenzione di opporsi all’automatismo e nel rifiuto di trarne la conseguenza etica, che è il fatalismo.

Ernst Jünger

Una vita da giusto

ernst-juenger-und-ernst-vonIl pericolo è divenuto così grande che bisogna esigere dal singolo una decisione, vale a dire una conver-sione. Abbiamo raggiunto il punto in cui se all’uomo non si può chiedere fede, da lui si può però pretendere devozione, impegno a vivere da giusto nel senso più elevato del termine. La tolleranza dovrà avere i suoi limiti, nel senso che non si potrà concedere ai meri tecnici di guidare l’uomo. Chi confida solo sull’uomo e sulla sag-gezza umana non è in grado di parlare come giudice, né di insegnare come maestro, né di curare come medico. Ciò porta su strade dove regnano i carnefici.

Ernst Jünger

Spopolamento

97005473Il più compiuto atto di uccisione, fra quanti se ne eseguono oggi, è quello rivolto contro i nascituri. È da prevedere che questo fenomeno, il quale, riferito all’individuo, ha il senso di una garanzia della comodità della vita del singolo, in un mondo dominato dal tipo umano avrà una funzione di strumento di politica demografica. In tal caso, non è difficile indovinare come prossima la scoperta dell’antichissima dottrina politica teorizzante lo spopolamento.

Ernst Jünger,
1932

Come alla luce di un lampo


mdecoarte6_maxQuesta volta avevo avuto il fatto mio. Nell’attimo stesso del colpo, compresi che la pallottola aveva troncato la vita alla radice. Sulla strada di Mory avevo già sentito la mano della morte, ma questa volta essa stringeva più forte e più deci-sa. Mentre crollavo pesantemente sul fondo della trincea, ebbi la certezza di essere definitivamente perduto. Eppure, cosa strana, quel momento è stato uno dei rarissimi nei quali possa dire di essere stato veramente felice. Compresi in quell’attimo, come alla luce di un lampo, tutta la mia vita nella sua più intima essenza. Provai una certa sorpresa per il fatto che essa dovesse finire proprio in quel punto; ma quella sorpresa, devo dire, era piena di felicità. Sentii, piano piano, i colpi indebolirsi come se stessi sprofondando sotto la superficie di un’acqua scrosciante.

Ernst Jünger

In un mondo senza dèi e senza eroi

Nei grandi sacrifici cruenti di questi ultimi anni non si può vedere qualcosa di corrispondente a quelli di una guerra di religione (ad esempio, di una crociata), e nemmeno qualcosa di mitico e di eroico, come al tempo dei nostri padri: non lo possono né lo storico, né il poeta, né chi siede presso un focolare deserto. Quando oggi qualcosa ritorna, o quando si fa un passo indietro, si è necessariamente riportati a strati più antichi e anonimi, in un mondo senza dèi e senza eroi, nel mondo pre-omerico, anzi in quello pre-eracleo. Gli avvenimenti rivestono un carattere “elementare”, titanico-tellurico, per via del quale l’ordine materiale va a predominare su quello dei padri, l’antico diritto, l’antico costume, e l’antica libertà diventano problematici.
vzcdtoe4irrlhguspgioAl che corrisponde l’inaudita, prometeica audacia dei mezzi e dei metodi, il vulca-nismo, il fuoco, il muoversi della serpe della Terra, l’apparire di mostri e l’impunità di cui essi beneficiano. Al che corrisponde, anche, il prevalere dell’elemento energia rispetto alla forma compenetrata di spirito, sia nello Stato, sia nell’opera d’arte, sia nella strategia. Ad esempio, non è che la guerra sia messa al bando per l’avvento di un più elevato modo di sentire: essa, invece, si disgrega in sé stessa nel senso che si rivela come un mezzo ottuso, imprevedibile nelle sue conseguenze e perfino suicida della politica, come un vicolo cieco. 
Per questo anche l’uccidere cessa di avere un senso preciso, cade fuori dalle leggi tradizionali. La differenza fra colui che, come il giudice, o il generale, dispone legittima-mente della vita altrui, e il carnefice o l’assassino, oggi si fa incerta, discutibile, mentre innumerevoli esseri senza colpa vengono soppressi o languiscono in schiavitù a causa di insignificanti contrasti sociali o economici. 
 Ernst Jünger

Il vero scrittore

183692_442x362_1211201012ku01ejIl vero scrittore, come la vera ricchezza, si riconosce non dai tesori di cui è in possesso, ma dalla sua capacità di rendere preziose le cose che tocca. Egli è pertanto simile a una luce che, invisibile in sé, riscalda e rende visibile il mondo. 

Ernst Jünger

 

Il tributo dal tempo

ernst-junger-sjediIl venticinquesimo capitolo di Matteo è metafisicamente importante, sebbene nel primo verso inizi con un errore di logica, in quanto non è già il regno dei cieli quello che rassomiglierà alle dieci vergini. L’elevato argomento di questo capitolo è che l’uomo nella vita può guadagnare in valore metafisico raccogliendo olio per la lampada che arde eterna, che con la sua eredità, che con il suo talento si può acquistare una imperitura ricchezza. Questa nostra forza trascendente di trarre il tributo dal tempo è, infatti, un miracolo incredibile, tanto da essere studiato in mille monasteri e in innumerevoli celle di eremiti: il tempo, cioè, come grandioso torchio, il mondo, come frutto. Non per nulla un così grande numero delle immagini accennano al vino e al lavoro del vignaiolo sui monti; lo sviluppo del vino, infatti, fino al momento in cui, bevuto, si tramuta in spirito, rappresenta un potentissimo simbolo di vita.

Ernst Jünger