Umanità

carl_schmittL’umanità in quanto tale non può condurre nessuna guerra, poiché essa non ha nemici, quanto meno non su questo pianeta. Il concetto di umanità esclude quello di nemico, poiché anche il nemico non cessa di essere uomo e in ciò non vi è nessuna differenza specifica. Che poi vengano condotte guerre in nome dell’umanità non contrasta con questa semplice verità, ma ha solo un significato politico particolarmente intenso. Se uno Stato combatte il suo nemico politico in nome dell’umanità, la sua non è una guerra dell’umanità, ma una guerra per la quale un determinato Stato cerca di impadronirsi, contro il suo avversario, di un concetto universale per potersi identificare con esso (a spese del suo nemico), allo stesso modo si possono utilizzare a torto i concetti di pace, giustizia, progresso, civiltà, per rivendicarli a sé e sottrarli al nemico. L‘umanità è uno strumemo particolarmente idoneo alle espansioni imperialistiche ed è, nella sua forma etico-umanitaria, un veicolo specifico dell’imperialismo economico.

Carl Schmitt

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La nostra costituzione

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La nostra costituzione sono i nostri campi coltivati, le nostre fabbriche e aziende, i nostri manager, tecnici e lavoratori; la nostra costituzione sono le nostre donne e i nostri bambini, il nostro pezzo di terra, lo spazio pieno di noi.

Carl Schmitt, 1951

Messi alla prova

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L’uomo, che filosofi e demagoghi elevano a misura assoluta di tutte le cose, non è affatto, come essi affermano, la quintessenza della pace, bensì combatte con il terrore e l’annientamento gli altri uomini che non si sottomettono a lui.

Donoso Cortés non è stato capito dai suoi amici o avversari conservatori, liberali e borghesi. Solo i suoi nemici socialisti, mossi da vera inimicizia, hanno percepito qualcosa della sua autentica grandezza. Solo da lui sentivano minacciato il monopolio della loro attribuzione di senso al XIX secolo. Ma questo monopolio racchiude in sé qualcosa di molto importante, cioè la legittimità storica del loro potere, il diritto alla violenza e l’assoluzione dello spirito universale da tutti i crimini commessi in suo nome. Con odio e disprezzo hanno ribattuto al loro nemico, diffamandolo come reazionario mezzo pazzo ed epigono di bestialità medioevali. Proudhon lo invitò a riaccendere i roghi dei grandi inquisitori. Quel rivoluzionario onesto e filantropo non immaginava che fuochi di tutt’altro genere fossero stati appiccati, e che la tanto celebrata scienza moderna avesse in serbo ben altri mezzi del terrore più disumano. Alexander Herzen, che riteneva assurdo il prezzo chiesto da Donoso per la salvezza dell’Europa, cioè il ritorno alla Chiesa cattolica, gli contrappose la versione socialista del grande parallelo. Egli era fermamente convinto che ai socialisti rivoluzionari del XIX secolo spettasse un ruolo storico analogo a quello dei cristiani del I secolo, e ridusse Donoso alla parte di un apostata reazionario. Continua a leggere

Velo illusorio della sicurezza

Carl_Schmitt-e1420796588426In genere, gli uomini non ricercano né la verità né la realtà, ma solo il sentimento della propria sicurezza; passato il gran pericolo, superata l’angoscia del momento, essi accettano ogni sofisma e ogni trivialità, divengono disposti perfino alla farsa purché li distragga dal terribile ricordo. Allora, soprattutto le intuizioni fulminee, repentine, che si destano nell’istante del gran pericolo riescono sgradite e finiscono con l’esser rimosse dalla memoria, inquantoché recan disturbo al velo illusorio che occulta il terrore e dissimula l’abisso.

Carl Schmitt

 

Né antitesi né sintesi

3027680732Sembra che i popoli cattolici amino il suolo, la Madre Terra, in modo ben diverso: hanno tutti il loro terrisme. La natura non è per loro l’opposto dell’artificio e dell’operare umano, e neppure dell’intelletto e del sentimento o del cuore; piuttosto, lavoro umano e crescita organica, natura e ratio sono un’unità. La viticoltura è il più bel simbolo di quest’unione, ma anche le città, edificate secondo questo spirito, appaiono come prodotti naturali del suolo, che si inseris-cono nel paesaggio e rimangono fedeli alla loro terra. Nel concetto, in loro essenziale, di “urba-no”, queste città esprimono un’umanità che resta sempre inaccessibile al meccanismo di precisione di una moderna città industriale. Come il dogma tridentino non conosce la lacerazione protestante tra natura e grazia, così la Chiesa cattolica romana non concepisce tutti quei dualismi, tra natura e spirito, natura e intelletto, natura e arte, natura e macchina, e neppure il loro pathos alterno. Come l’opposizione di forma vuota e materia informe, così è estranea al cattolicesimo la sintesi di quest’antitesi: la Chiesa cattolica è insomma qualcosa di assolutamente diverso da quel “terzo superiore” (del resto sempre mancante), di cui parlano i filosofi tedeschi dello Spirito e della Natura. Non le si addicono né la disperazione delle antitesi né l’illusoria alterigia delle loro sintesi.

Carl Schmitt

Salvarsi a nuova vita

20150520135629_carlMa l’uomo è un essere che non si riduce al suo ambiente. Egli ha la forza di conquistare storica-mente la sua esistenza e la sua coscienza; conosce non solo la nascita, ma anche la possibilità di una rinascita. In talune situazioni di grande difficoltà e di pericolo, in cui l’animale e la pianta, inermi, fatalmente periscono, l’uomo, grazie al suo ingegno, alla  pertinace capacità di osservazione e di deduzione e alla sua delibera-zione, può trovare salvezza in una nuova esistenza.

Carl Schmitt, Terra e mare

Maschere cadute

Bi.J_nger.Ernst_J_nger_och_Carl_Schmitt_i_roddb_t_p_Lac_de_Rambouillet_19_oktober_1941Colazione al Ritz con Carl Schmitt, che ieri l’altro ha tenuto una conferenza sul concetto di terra e mare dal punto di vista del diritto delle genti. […] Al Trocadero, costeggiando la sponda destra della Senna. Analizzammo la situazione. Per Carl Schmitt. la cosa grave è che certi strati cominciano a staccarsi dall’aggregato umano per depositarsi in una zona al di sotto del libero arbitrio: come gli animali sono maschere cadute dalla figura umana. L’uomo va estraendo un nuovo ordine zoologico; il vero e proprio pericolo è restarvi coinvolti. Io aggiunsi che questo processo di ossificazione è già descritto, nel Vecchio Testamento, nel simbolo del serpente di bronzo. Ciò che oggi è la tecnica lo era allora la legge.
Infine al Musée de l’Homme. Esaminati teschi e maschere.

Ernst Jünger

Contro un nemico vinto

« Il più grave, mortale e frequente di tutti i peccati: proseguire la lotta contro un nemico vinto; lottare contro il nemico di ieri, ormai fuori gioco, per non dover affrontare il nemico di oggi; ecco la forma più disgustosa di prosecuzione della guerra, e al tempo stesso la neghittosità più vile e il pacifismo più mendace. »

Carl Schmitt, 1948

La fede delle masse

cs.enemy

Per le masse è diventata in gran parte del tutto ovvia una condizione di pura mondanità. Sono diventate – non oserei servirmi di tale espressione se non fosse già stata formulata dal padre gesuita Alfred Delp – inette a Dio. In questo stadio, le masse non richie-dono più né teologia né morale. […]
Le élites che guidano e progettano costruiscono se stesse e le masse da loro guidate ricorrendo a interpretazioni di filosofia della storia. Ogni propagan-da di massa ricerca la propria evidenza dimostrando di stare dalla parte delle cose a venire. Tutta la fede delle masse si riduce alla fede nel fatto di ritrovarsi dalla parte giusta, mentre l’avversario si trova da quella sbagliata, poiché tempo, futuro e sviluppo lavorano contro di lui.

Carl Schmitt,
Donoso Cortes, 1944