Il creditore sublime

 

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Ai fanatici della giustizia l’universo sembra un debitore moroso, agli adoratori della grazia un creditore sublime. I primi pensano che tutto sia loro dovuto, i secondi sanno che devono tutto.

Nicolás Gómez Dávila

(18 maggio 1913 – 18 maggio 2016)

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Principi e pratica

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La Chiesa è intransigente sui principi, perchè crede, e tollerante nella pratica, perchè ama. I nemici della Chiesa sono invece tolleranti sui principi, perchè non credono, ma intransigenti nella pratica, perchè non amano.

Reginald Garrigou-Lagrange

Tamerice nel deserto

jeremiah-1956Così parla il Signore: «Maledetto l’uomo che confida nell’uomo e fa della carne il suo braccio, e il cui cuore si allontana dal Signore! Egli è come una tamerice nel deserto: quando giunge il bene, egli non lo vede; abita in luoghi aridi, nel deserto, in terra salata, senza abitanti. Benedetto l’uomo che confida nel Signore, e la cui fiducia è il Signore! Egli è come un albero piantato vicino all’acqua, che distende le sue radici lungo il fiume; non si accorge quando viene la calura e il suo fogliame rimane verde; nell’anno della siccità non è in affanno e non cessa di portare frutto».
Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo?

Geremia 17, 5-9

Nel mondo con le mani vuote

gP1Giudica dunque Tu stesso chi fosse nel giusto: Tu o colui che Ti interrogò. Rammenta la prima domanda: seppur non proprio alla lettera, il suo significato è questo: “Tu vuoi andare nel mondo e ci vai  con le mani vuote, con non so con quale promessa di libertà che gli uomini, nella loro semplicità e nella loro innata intemperanza, non possono neppure concepire, e ne hanno timore e spavento, giacché nulla fu mai per l’uomo e per la società umana piú intollerabile della libertà! Vedi Tu invece queste pietre in questo nudo e rovente deserto? Mutale in pani e l’umanità correrà dietro a Te come un riconoscente e docile gregge, con l’eterna paura di vederti ritirare la Tua mano, e di rimanere senza i Tuoi pani”. Ma Tu non hai voluto privare l’uomo della libertà e hai rifiutato l’invito, perché, cosí ragionasti, dove sarebbe la libertà, se  il consenso fosse comperato coi pani? Tu hai obiettato che l’uomo non vive di solo pane, ma sai che nel nome di questo  pane terreno, insorgerà contro di Te lo spirito della terra e lotterà con Te e Ti vincerà, e tutti lo seguiranno, esclamando: “Chi è comparabile a questa bestia? Essa ci ha dato il fuoco del cielo!”. Sai Tu che passeranno i secoli e l’umanità proclamerà per bocca della sua sapienza e della sua scienza che non esiste il delitto, e quindi nemmeno il peccato, ma che ci sono soltanto degli affamati? “Nutrili e poi chiedi loro la virtú!”, ecco quello che scriveranno sulla bandiera che si leverà contro di Te e che abbatterà il Tuo tempio. 

Fëdor Dostoevskij, La Leggenda del Grande Inquisitore

 

La Chiesa in questo secolo

GÓMEZ DÁVILA copiaPer tentare la Chiesa il diavolo sceglie in ogni secolo un demonio diverso. Quello attuale è particolarmente sottile.
L’angoscia della Chiesa dinanzi alla miseria delle moltitudini oscura la sua coscienza di Dio.
La Chiesa cade nella più insidiosa delle tenta-zioni: la tentazione della carità.

Il cristiano di oggi non si cruccia del fatto che gli altri non sono d’accordo con lui, ma del fatto che lui non è d’accordo con gli altri.

Più che pratica di un’etica, o adesione a una dottrina, il cristianesimo è lealtà a una persona.


Nicolás Gómez Dávila

La superstizione del divorzio

GKCSe infatti penso che l’amore libero sia un’eresia, il divorzio al contrario mi sembra avere tutto l’aspetto di una superstizione. Non è soltanto una superstizione più grande di quella dell’amore libero, ma è anche molto più grande di quella del sacramento matrimoniale. […] Sono i partigiani del divorzio, e non i difensori del matrimonio, che attribuiscono una sacralità rigida e insensibile a una semplice cerimonia in sé. Sono i nostri oppositori, non noi, a sperare di poter essere salvati dalla lettera del rituale invece che dall’anima della realtà. Sono loro a sostenere che giuramento o violazione, lealtà o slealtà, possano essere sanciti da un rito magico e misterioso, compiuto prima in palazzo di giustizia e poi in chiesa o all’anagrafe. […] Che un uomo debba baciare la Bibbia per mostrare di dire la verità può essere una superstizione, come non esserlo. È certamente più meschina la superstizione secondo la quale qualsiasi cosa dica quell’uomo diverrà vera baciando la Bibbia. […] E questo è precisamente ciò che implica l’affermare che inventare un modo per risposarsi possa alterare la qualità morale di un’infedeltà coniugale. Può essere una macchia rimastaci dal medioevo che Aroldo dovesse giurare su una reliquia, pur sapendo che poi avrebbe abiurato. Ma sicuramente quell’epoca avrebbe raggiunto il fondo della meschinità se, per abiurare, ad Aroldo fosse stato sufficiente baciare un’altra reliquia dopo aver fatto lo stesso con la prima. Questo è il nuovo altare che i riformatori vorrebbero erigere per noi.

Gilbert Keith Chesterton