Rendere significativa la grazia

Quando ti chiedono di rendere il cristianesimo allettante, ti stanno chie-dendo di scriverne l’essenza, non quello che vedi tu. Il cristianesimo ideale non esiste, perché l’essere umano deforma leggermente a propria immagine tutto quello che tocca, perfino la verità cristiana. Lo fanno perfino i santi. Dev’essere per effetto del peccato originale, e mi rendo conto che i cattolici spesso agiscono come se questo dogma fosse sempre storto e sempre sintomo di calvinismo. Lo scrittore deve rendere la corruzione plausibile prima di rendere significativa la grazia. […]

Nei vangeli sono i diavoli i primi a riconoscere Cristo, notizia che gli evangelisti non hanno censurato. Evidentemente la consideravano una testimonianza più che valida. La stessa cosa in veste moderna invece ci scandalizza solo perché abbiamo un atteggiamento difensivo nei confronti della fede. 

Flannery O’Connor

Un ordine di marcia provvisorio

senza-titoloLa civiltà dell’Europa cristiana è stata costruita da gente il cui scopo non era affatto quello di costruire una “civiltà cristiana”, ma di spingere al massimo le conseguenze della loro fede in Cristo. La dobbiamo a persone che credevano in Cristo, non a persone che credevano nel cristianesimo. Queste persone erano dei Cristiani, e non, come potremmo definirli, dei “cristianisti”. Un bell’esempio di ciò è fornito da papa Gregorio Magno. La sua riforma ha gettato le basi del Medioevo europeo. Ora, egli credeva che la fine del mondo fosse prossima. E questa, a suo avviso, doveva comunque privare ogni “civiltà cristiana” dello spazio in cui dispiegarsi. Ciò di cui ha gettato le fondamenta, e che doveva durare tutto un millennio, non era a suo avviso che un ordine di marcia provvisorio, un modo di sistemare la casa che si sta per lasciare. Al contrario, quelli che si propongono, come scopo primario della loro azione, di “salvare l’occidente cristiano”, devono guardarsi dal praticare una condotta che (gli esempi non mancano) si situa la di fuori di ciò che è autorizzato dall’etica cristiana, o anche dalla morale comune più elementare.

Rémi Brague

Politica o religione?

kirk_2553405cAncora adesso, nel 1848, si ha l’impressione che la politica sia ovunque; si vedrà tuttavia come la la catastrofe (la Rivoluzione) abbia perfetta corrispondenza con noi, e sia opposto speculare della RIforma: allora tutto faceva pensare a un movimento religioso, per poi rivelarsi politica; oggi tutto fa pensare a un movimento politico, che diverrà invece religione.

Søren Kierkegaard

Un’altra forza

38303-malevic_testa-di-contadino-1928-caLa ragione e la scienza nella vita dei popoli hanno adempiuto sempre, oggi e dal principio dei secoli, solo una funzione secondaria e subordinata; e l’adempiranno sempre, fino alla fine dei secoli. I popoli si compongono e si muovono per un’altra forza, imperiosa e dominante, ma la cui origine è ignota e inspiegabile. questa forza è la forza dell’indefesso desiderio di raggiungere la fine, e insieme di negarla. È la forza della continua e inesausta affermazione della propria esistenza e della negazione della morte. Lo spirito della vita, come dice la Scrittura: “i fiumi d’acqua viva” del cui inaridimento tanto minaccia l’Apocalisse. Principio estetico, come dicono i filosofi, principio morale, come ancora lo definiscono. “La ricerca di Dio”, come la chiamo io, nel più semplice dei modi. Lo scopo di tutto questo movimento popolare, in ogni popolo, in ogni periodo dell’esistenza di un popolo, è unicamente la ricerca di Dio, del proprio Dio, di un Dio proprio, assolutamente personale, e la fede in Lui come nell’unico vero.

Fëdor Dostoevskij

Fanatici


Uomini che cominciano a combattere le Chiesa per amore della libertà e della umanità finiscono per combattere anche la libertà e l’umanità pur di combattere la Chiesa. […]3375466-2
Noi non ammiriamo – e giustifichiamo appena – il fanatico che devasta questo mondo per amore dell’altro; ma che dire del fanatico che devasta questo mondo in odio dell’altro? Egli sacrifica l’esistenza della umanità alla non esistenza di Dio: non offre le sue vittime all’altare, ma semplicemente le sacrifica per dimostrare che l’altare è inutile e il trono è vuoto; è disposto a distruggere anche questo primordiale principio etico, per il quale tutte le cose vivono per la sua strana ed eterna mania di vendetta su qualcuno che secondo lui non ha vissuto affatto.

Gilbert Keith Chesterton

Per ogni evento un’ora

Eerste versie van het rotsachtige landschap met een wandelaarPer tutto è sotto il cielo una stagione
Per ogni evento un’ora

Un’ora per nascere
un’ora per morire

Un’ora per piantare
un’ora per sradicare 


Un’ora per uccidere
un’ora per preservare

Un’ora per abbattere
un’ora per ricostruire

Un’ora per le lacrime
un’ora per le risa

Un’ora per il lutto
un’ora per le danze

Un’ora in cui scagli pietre
un’ora in cui le accatasti

Un’ora per le braccia che abbracciano
un’ora per le braccia che si ritraggono

Un’ora per cercarsi
un’ora per lasciarsi

Un’ora per tenere
un’ora per buttare

Un’ora per lacerare
un’ora per ricucire

Un’ora per tacere
un’ora per parlare

Un’ora per amare
un’ora per odiare

Un’ora per la guerra
un’ora per la pace

Avrà qualche guadagno
Chi si spende con qualche fatica?

Qohélet 3, 1-9
versione di Guido Ceronetti

Virtù selvagge

65Gli uomini moderni non sono cattivi, in un certo senso sono fin troppo buoni. Il mondo è pieno di virtù selvagge e messe in subbuglio. Quando un sistema religioso è sconvolto, come il cristianesimo all’epoca della Riforma, non si scatenano soltanto i vizi. I vizi – rilasciati – dilagano e danneggiano. Ma neanche le virtù, lasciate in balìa di se stesse, si diffondono più selvaggiamente e fanno anche più terribili danni. Il mondo moderno è pieno di antiche virtù cristiane che sembrano come folli: sono divenute folli perché sono scisse una dall’altra e vagano senza meta. Così alcuni scienziati coltivano la verità, ed è una verità senza pietà; così alcuni umanitari coltivano la pietà, e la loro pietà, (mi dispiace dirlo) è spesso nemica della verità.  

Gilbert Keith Chesterton

 

Il cerchio e la croce

Chesterton5Come abbiamo preso il circolo per simbolo della ragione e della pazzia così possiamo prendere la croce per simbolo del mistero e della salute. Il buddismo è centripeto; il cristianesimo è centrifugo: esso erompe. Il circolo è, per sua natura, infinito e perfetto, ma resta fissato nelle sue dimensioni; non può essere più gran-de né più piccolo. La croce, che ha nel suo centro una collisione e una contrad-dizione, può stendere le sue quattro braccia all’infinito senza alterare la sua forma. Per il paradosso centrale che essa contiene può crescere senza cambiare. Il circolo ritorna su se stesso ed è chiuso. La croce apre le sue braccia ai quattro venti; è un segnale indicatore per viaggiatori in libertà.

Gilbert Keith Chesterton