Aiuta la mia incredulità

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Credo che la sua esperienza di perdere la fede o, come crede lei, di averla persa, sia un’esperienza che alla fin fine appartiene alla fede; o almeno, può appartenere alla fede se questa per lei ha ancora un valore, e deve averlo, altrimenti non mi avrebbe scritto.
Non vedo come il tipo di fede richiesta a un cristiano che vive nel Ventesimo secolo possa esistere se non si fonda su un’esperienza di incredulità come quella che lei sta ora attraversando. Forse questo è vero sempre, e non solo nel Ventesimo secolo. Pietro diceva: «Signore, io credo. Aiuta la mia incredulità». È la preghiera più naturale, più umana e straziante dei vangeli, e a mio avviso sta a fondamento della fede.

Flannery O’ Connor

 

Il governo della tenerezza

Una delle tendenze del nostro tempo è quella di usare la sofferenza dei bambini per screditare la bontà di Dio – e una volta che  hai screditato la sua bontà, con lui hai praticamente finito. I tipi alla Alymers, che Hawthorne vedeva come una minaccia, si sono moltiplicati. Indaffarati a sfrondare l’imperfezione umana, essi avanzano tagliando via anche il materiale grezzo del bene. Ivan Karamazov non può avere fede, fin tanto che un solo bambino soffre; l’eroe di Camus non può accettare la divinità di Cristo a causa del massacro degli innocenti. In questo tipo di pietà popolare, noi registriamo un progresso in sensibilità e una perdita in visione complessiva. Se altre epoche sentivano di meno, esse vedevano di più, anche se vedevano con l’occhio cieco, profetico, non-sentimentale dell’accettazione, vale a dire della fede. Venuta meno questa fede, oggi noi governiamo con la tenerezza. Si tratta di una tenerezza che, ormai da lungo tempo separata dalla persona di Cristo, è avvolta nella teoria. E quando la tene-rezza è staccata dalla fonte  della tenerezza, il suo risultato logico è il terrore. Finisce nei campi di lavoro forzato e nei fumi delle camere a gas.

Flannery O’Connor

 

 

Fanatici


Uomini che cominciano a combattere le Chiesa per amore della libertà e della umanità finiscono per combattere anche la libertà e l’umanità pur di combattere la Chiesa. […]3375466-2
Noi non ammiriamo – e giustifichiamo appena – il fanatico che devasta questo mondo per amore dell’altro; ma che dire del fanatico che devasta questo mondo in odio dell’altro? Egli sacrifica l’esistenza della umanità alla non esistenza di Dio: non offre le sue vittime all’altare, ma semplicemente le sacrifica per dimostrare che l’altare è inutile e il trono è vuoto; è disposto a distruggere anche questo primordiale principio etico, per il quale tutte le cose vivono per la sua strana ed eterna mania di vendetta su qualcuno che secondo lui non ha vissuto affatto.

Gilbert Keith Chesterton

Il limite della volontà

GKC_Camera_FullNon si può ammirare la volontà in generale perché l’essenza della volontà è di essere particolare. […] Tutti gli adoratori della volontà mancano di volizione; possono appena desiderare, non volere. Una prova di ciò, se occorresse, si può trovarla facilmente nel fatto che tutti costoro parlano della volontà come di qualcosa che erompe, che si espande. Ma è proprio vero il contrario: ogni atto di volontà è un atto di autolimitazione. Desiderare una azione è desiderare una limitazione. In questo senso ogni atto è un atto di autosacrificio. Scegliendo una cosa, voi rifiutate tutte le altre. […] Ogni atto rappresenta una scelta e un’esclusione irrevocabile. 

Gilbert Keith Chesterton

Problema e Mistero

romanoguardiniUn problema si deve risolvere e, una volta risolto, scompare. Il mistero invece deve essere sperimen-tato, venerato; deve entrare a far parte della nostra vita. Un mistero che possa essere chiarito, risolto con una spiegazione, non è mai stato tale. Il mistero autentico resiste alla “spiegazione”: non tanto perché si sottragga all’esame ricorrendo allo stratagemma di una doppia verità, quanto perché non può, per sua natura, venir spiegato, sciolto razionalmente. E tuttavia è inserito in quella stessa realtà cui appartiene ciò che è suscettibile di spiegazione, e si offre agli sforzi ermeneutici ponendosi in un rapporto di assoluta correttezza. Il mistero esige una spiegazione: ma questa avrà solo il compito di indicare, appunto, ove risiede il vero enigma.

Romano Guardini

Coerenza

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Accade al concetto di “ortodossia” lo stesso che al concetto di “coerenza”; molti ritengono che quest’ultimo consista nel fare sempre la stessa cosa, e presumibilmente vorrebbero che, poiché si porta l’ombrello quando piove, lo si debba portare anche quando c’è il sole.

Søren Kierkegaard

Misteriosa evidenza

DONOSO«Tra socialisti e cattolici c’è questa sola differenza: i secondi credono nel male dell’uomo e nella redenzione operata da Dio, i primi credono nel male della società e nella redenzione operata dall’uomo. Il cattolico, in altri termini, sostiene due verità semplici e naturali: l’uomo è uomo, e come tale compie opere umane; Dio è Dio, e in quanto Dio compie opere divine. Il socialista sostiene invece che l’uomo intraprende e conduce a termine imprese divine, mentre la società compie le opere che sono proprie all’uomo. Che cosa acquista la ragione umana abbandonando il cattolicesimo per il socialismo? Rinuncia anzi a qualcosa di evidente e misterioso per qualcosa di misterioso e assurdo.»

Juan Donoso Cortés

Paradossi matrimoniali

TwainUn uomo si è tolto la vita e ha lasciato questa lettera: “”Mi sono sposato con una vedova. Questa aveva una figlia. Mio padre si è innamorato della mia figliastra e l’’ha sposata. In tal modo, mio padre è diventato mio genero. La mia figliastra è diventata di conseguenza la mia matrigna, essendo moglie di mio padre. Mia moglie ha avuto un figlio che è il cognato di mio padre, dato che è il fratello di sua moglie, che in realtà è mia figlia. Anche mio figlio è diventato mio zio, perché è il fratello della mia matrigna. Inoltre la moglie di mio padre ha partorito un bambino che è naturalmente mio fratello (perché figlio di mio padre) e contemporaneamente mio nipote, in quanto figlio della mia figliastra. Ecco la ragione per cui mia moglie è mia nonna (in quanto madre della mia matrigna). E siccome è mia moglie, io sono diventato allo stesso tempo suo marito e suo nipote. Poiché il marito della nonna è naturalmente il nonno, sono perciò diventato mio nonno. In queste condizioni non posso più vivere, e mi uccido”.”

Mark Twain