Bisogno di consolazione

Mi manca la fede e non potrò mai, quindi, essere un uomo felice, perché un uomo felice non può avere il timore che la propria vita sia solo un vagare insensato verso una morte certa. Non ho ereditato né un dio né un punto fermo sulla terra da cui poter attirare l’attenzione di un dio. Non ho ereditato nemmeno il ben celato furore di uno scettico, il gusto del deserto del razionalista o l’ardente innocenza dell’ateo. Non oso dunque gettare le pietre sulla donna che crede in cose di cui io dubito o sull’uomo che venera il suo dubbio come se non fosse anch’esso circondato dalle tenebre. Quelle pietre colpirebbero me stesso, perché di una cosa sono convinto: che il bisogno di consolazione che ha l’uomo non può essere soddisfatto.

Stig Dagerman

Annunci

Riluttanti

In realtà noi non abbiamo ormai molto bisogno di un antidoto contro il primo nichilismo: nella nostra Europa, la vita non è più tanto incerta, casuale, insensata. Un tale enorme potenziamento del valore dell’uomo, del valore del male, eccetera, ora non è più così necessario, noi sopportiamo una notevole riduzione di questo valore, possiamo ammettere molta insensatezza e caso: la potenza raggiunta dall’uomo consente oggi di ridurre i mezzi di disciplina, di cui l’interpretazione morale era il più forte. «Dio» è un’ipotesi troppo estrema.

not-to-be-reproduced

Ma le posizioni estreme non vengono scalzate da posizioni moderate, bensì da altre, a loro volta estreme, ma opposte. E così la credenza dell’assoluta immoralità della natura, della mancanza di scopo e di senso è la passione psicologicamente necessaria, quando non si può più sostenere la fede in Dio e in un ordine essenzialmente morale. Il nichilismo appare ora non perché il disgusto per l’esistenza sia maggiore di prima, ma perché si è diventati riluttanti a vedere un «senso» nel male e nell’esistenza stessa. 

Friedrich Nietzsche

 

Sfruttare il nome di Cristo

Meister_von_Torcello_001

In ogni caso non v’è dubbio che l’idea dell’Anticristo, la quale secondo l’opinione della Bibbia – Antico e Nuovo Testamento – sta ad indicare l’ultimo atto della tragedia storica, non sarà la semplice incredulità, né la negazione del cristianesimo, né il materialismo o qualche cosa del genere, ma sarà l’impostura religiosa, allorché il nome di Cristo sarà sfruttato da tutte le potenze umane che nelle azioni e nello spirito sono estranee e direttamente ostili a Cristo e al suo spirito.

Vladimir Solov’ev

Un distillato di pensiero

1239746406_850215_0000000000_sumario_normalGli Escolios, il suo capolavoro letterario e speculativo, sono un distillato di pensiero in forma di aforismi, che impressionano per la loro forbitezza e incisività. Stile e idee si fondono in un’unità cristallina, che emana un’aura particolare in conformità al programma stilistico dell’autore: «La frase deve avere la durezza della pietra e il tremore delle foglie». La sua convinzione corrispondente è che «lo scrittore che non ha torturato le sue frasi tortura il lettore». Questo non significa, però, che Gómez Dávila si rifugi in meri esercizi stilistici, avendo rinunciato alla speranza di riconoscere dei nessi nella nostra realtà frammen-tata. L’apparente frantumazione dell’opera in aforismi è soltanto l’aspetto esteriore di un pensiero che si occupa dell’interno: «Le mie brevi frasi sono tocchi di colore di una composizione “pointillistica”». L’immagine complessiva, tetra e disillusa, ma lucida e illuminante, mette a nudo il paesaggio desolato del presente e offre una diagnosi caustica della modernità e dei suoi echi nichilistici. Questo non per un languido compiacimento della decadenza, ma in nome della verità eterna, alla cui esistenza Gómez Dávila vorrebbe aggrapparsi: «Non faccio parte di un mondo che decade. Io prolungo e trasmetto una verità che non muore».

FRANCO-VOLPI-2Siamo di fronte a un antimodernista radicale, che si professa reazionario non nel consueto senso politico, bensì in un senso di principio: reazionario è contro tutto perché niente merita più di essere conservato. Il reazionario in questo senso è molto più radicale del conservatore: «Un reazionario diventa conservatore solo nei momenti in cui c’è qualcosa da conservare». Contro che cosa egli reagisca e pensi, è chiaro: «L’entusiasmo del progressista, gli argomenti del democratico, le dimostrazioni del materia-lista sono il nutrimento del reazionario». Gómez Dávila rivolge una critica pungente contro tutte le idee dalle quali possono derivare ideali e quindi ideologie: «Ogni individuo con “ideali“ è un potenziale assassino». E anche la «fine delle ideologie» gli appare come un titolo con il quale si festeggia il trionfo di una determinata ideologia. Non c’è da meravigliarsi che egli si sia rinchiuso nella più rigorosa solitudine e abbia scelto quale forma di vita l’esistenza insulare dell’aristocratico, al di là del bene e del male: «La lotta contro il mondo moderno deve essere condotta nella solitudine. Dove si è in due c’è tradimento».

FVNon c’è da stupirsi neppure che egli prenda le distanze dalla filosofia ufficiale “dominante”, anche se il suo giudizio al riguardo è tutto sommato mite: «Nelle università la filosofia sverna soltanto». Infine, non fa meraviglia che sulla sua grandiosa composizione pointillistica aleggi un alito di scetticismo: «I veri problemi non hanno una soluzione, ma solo una storia», senza che con ciò egli metta in dubbio la verità assoluta: «La verità è nella storia, ma la storia non è verità». Gómez Dávila spezza così una lancia in favore della metafisica («Tutto è banale, se l’universo non viene concepito entro un’avventura metafisica») e riconosce la propria vicinanza alla religione: «Più che un cristiano sono forse un pagano che crede in Cristo». È uno dei grandi solitari del XX secolo, la cui recezione finora è limitata a pochissimi.

Franco Volpi

Guardare a terra

Per aver chiuso gli occhi a grandi verità l’Europa è colpevole; ed è perché è colpevole che soffre. Essa tuttavia respinge ancora la luce e misconosce il braccio che la colpisce. Pochissimi uomini di questa generazione materiale sono capaci di conoscere la data, la natura e l’enormità di certi delitti commessi dagli individui, dalle nazioni e dalle sovranità; un numero inferiore è in grado di comprendere il genere di espiazione di cui tali delitti necessitano, e il prodigio che costringe il male a spazzare con le sue stesse mani il terreno che l’eterno architetto ha già misurato con l’occhio per le sue meravigliose costruzioni. Gli uomini di questo secolo hanno già deciso. Essi hanno giurato a se stessi di guardare sempre a terra. 

Joseph de Maistre

Rendere significativa la grazia

Quando ti chiedono di rendere il cristianesimo allettante, ti stanno chie-dendo di scriverne l’essenza, non quello che vedi tu. Il cristianesimo ideale non esiste, perché l’essere umano deforma leggermente a propria immagine tutto quello che tocca, perfino la verità cristiana. Lo fanno perfino i santi. Dev’essere per effetto del peccato originale, e mi rendo conto che i cattolici spesso agiscono come se questo dogma fosse sempre storto e sempre sintomo di calvinismo. Lo scrittore deve rendere la corruzione plausibile prima di rendere significativa la grazia. […]

Nei vangeli sono i diavoli i primi a riconoscere Cristo, notizia che gli evangelisti non hanno censurato. Evidentemente la consideravano una testimonianza più che valida. La stessa cosa in veste moderna invece ci scandalizza solo perché abbiamo un atteggiamento difensivo nei confronti della fede. 

Flannery O’Connor

Prodotto genuino dell’azienda dei surrogati umani

Il dottor Voronoff ha già annunziato la possibilità dell’innesto delle ovaie. Una nuova strada commerciale aperta all’attività esploratrice dell’iniziativa individuale. Le povere fanciulle potranno farsi facilmente una dote. A che serve loro l’organo della maternità? Lo cederanno alla ricca signora infeconda che desidera prole per l’eredità dei sudati risparmi maritali. Le povere fanciulle guadagneranno quattrini e si libereranno di un pericolo. Vendono già ora le bionde capigliature per le teste calve delle cocottes che prendono marito e vogliono entrare nella buona società. Venderanno la possibilità di diventar madri: daranno fecondità alle vecchie gualcite, alle guaste signore che troppo si sono divertite e vogliono ricuperare il numero perduto. I figli nati dopo un innesto? Strani mostri biologici, creature di una nuova razza, merce anch’essi, prodotto genuino dell’azienda dei surrogati umani, necessari per tramandare la stirpe dei pizzicagnoli arricchiti. La vecchia nobiltà aveva indubbiamente maggior buon gusto della classe dirigente che le è successa al potere. Il quattrino deturpa, abbrutisce tutto ciò che cade sotto la sua legge implacabilmente feroce. La vita, tutta la vita, non solo l’attività meccanica degli arti, ma la stessa sorgente fisiologica dell’attività, si distacca dall’anima, e diventa merce da baratto; è il destino di Mida, dalle mani fatate, simbolo del capitalismo moderno.

Antonio Gramsci

Unità umana

Prima di essere francese, italiano, inglese o tedesco, l’uomo del Medio Evo fu cittadino di una civiltà generale che aveva la sua lingua, il suo spirito, la sua fede, la sua scienza, la sua arte, i suoi modi di sentire, senza la preoccupazione per le pietre confinarie degli Stati.
La vera frontiera, la frontiera religiosa, si stendeva fino all’incontro con la barbarie. Non si deve avere paura di ripeterlo: questo stato di cose era, non è più. Abbiamo avuto, ma l’abbiamo perduta, l’unità umana.
Le condizioni di questo beneficio rinasceranno?

Charles Maurras

I carnefici di domani


81353979Il lato terrificante della tecnica promana da altre sfere, rispetto alle quali le macchine hanno lo stesso rapporto del sintomo con la malattia. Queste sfere non esercitano il loro influsso solo sulla tecnica, ma su tutti gli altri ambiti. Se fosse dunque possibile arrestare qua e là un ingranaggio, per esempio la costruzione delle bombe atomiche, il terrore eromperebbe da altre parti del meccanismo. Sotto questo aspetto, per esempio, le scienze biologiche hanno quasi superato quelle fisiche, non tanto per quel che concerne i mezzi di distruzione quanto, piuttosto, la fecondazione artificiale di esseri umani: una delle più gravi infrazioni di un tabù che si possano concepire. Decine di migliaia di creature senza padre vivono già nel nostro mondo: esseri che non sono stati concepiti per amore. Saranno i carnefici di domani. La creazione di una simile casta è ben più grave dell’antica schiavitù. […] È rimasto il disagio con cui da sempre si guarda al mondo degli incubi come un dominio di esclusiva pertinenza satanica. Poiché però difettano i concetti teologici, si dà corso a curiose discussioni giuridiche, biologiche e sociologiche. Tutto questo per mostrare che non è così facile fermare l’automatismo come comunemente si ritiene. Il suo asse poggia là dove non gira più nessuna ruota. L’automatismo è oggi la potenza universale, la tecnica è la lingua universale. Non la si domina con  provincialismi. L’uomo deve invece elevarsi al di sopra della propria condizione per raggiungere, attraverso la libera, spontanea forza dello spirito, una sfera universale, ove potrà abbracciare con lo sguardo l’intero processo in tutta la sua ampiezza e imponenza. Solo allora potrà ricondurlo sotto il proprio controllo e sul binario desiderato. Questa altezza non può essere raggiunta indietreggiando, ma solo avanzando e al prezzo di sacrifici, ed esclusivamente da parte di coloro che hanno a cuore le leggi di un nuovo tempo del mondo. 

Ernst Jünger, 1954

Ribelle

ernst-junger-felpostbriefe-an-die-familie-1915-1918-klett-cottaChiamiamo invece Ribelle chi nel corso degli eventi si è trovato isolato, senza patria, per vedersi infine consegnato all’annientamento. Ma questo potrebbe essere il destino di molti, forse di tutti – perciò dobbiamo aggiungere qualcosa alla definizione: il Ribelle è deciso a opporre resistenza, il suo intento è dare battaglia, sia pure disperata. Ribelle è colui che ha un profondo, nativo rapporto con la libertà, il che si esprime oggi nell’intenzione di opporsi all’automatismo e nel rifiuto di trarne la conseguenza etica, che è il fatalismo.

Ernst Jünger