Sfruttare il nome di Cristo

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In ogni caso non v’è dubbio che l’idea dell’Anticristo, la quale secondo l’opinione della Bibbia – Antico e Nuovo Testamento – sta ad indicare l’ultimo atto della tragedia storica, non sarà la semplice incredulità, né la negazione del cristianesimo, né il materialismo o qualche cosa del genere, ma sarà l’impostura religiosa, allorché il nome di Cristo sarà sfruttato da tutte le potenze umane che nelle azioni e nello spirito sono estranee e direttamente ostili a Cristo e al suo spirito.

Vladimir Solov’ev

Un’altra forza

38303-malevic_testa-di-contadino-1928-caLa ragione e la scienza nella vita dei popoli hanno adempiuto sempre, oggi e dal principio dei secoli, solo una funzione secondaria e subordinata; e l’adempiranno sempre, fino alla fine dei secoli. I popoli si compongono e si muovono per un’altra forza, imperiosa e dominante, ma la cui origine è ignota e inspiegabile. questa forza è la forza dell’indefesso desiderio di raggiungere la fine, e insieme di negarla. È la forza della continua e inesausta affermazione della propria esistenza e della negazione della morte. Lo spirito della vita, come dice la Scrittura: “i fiumi d’acqua viva” del cui inaridimento tanto minaccia l’Apocalisse. Principio estetico, come dicono i filosofi, principio morale, come ancora lo definiscono. “La ricerca di Dio”, come la chiamo io, nel più semplice dei modi. Lo scopo di tutto questo movimento popolare, in ogni popolo, in ogni periodo dell’esistenza di un popolo, è unicamente la ricerca di Dio, del proprio Dio, di un Dio proprio, assolutamente personale, e la fede in Lui come nell’unico vero.

Fëdor Dostoevskij

Il creditore sublime

 

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Ai fanatici della giustizia l’universo sembra un debitore moroso, agli adoratori della grazia un creditore sublime. I primi pensano che tutto sia loro dovuto, i secondi sanno che devono tutto.

Nicolás Gómez Dávila

(18 maggio 1913 – 18 maggio 2016)

Somigliante essenza

04PolaroidsAndrejA.Tarkovskij

Secondo me quando si parla di Dio che ha fatto l’uomo a sua immagine e somiglianza, si deve intendere che la somiglianza riguarda l’essenza e questa è la creazione.

Da qui nasce la possibilità di valutazione di un’opera, della sua figuratività. In poche parole il significato dell’arte è la ricerca di Dio nell’uomo. 

Andrej Tarkovskij

 

 

L’alto prezzo dell’armonia

JP7D8dSAscoltami: ho preso il caso dei bambini perché tutto fosse più evidente. Di tutte le altre lacrime dell’umanità, delle quali è imbevuta la terra intera, dalla crosta fino al centro, non dirò nemmeno una parola, ho ristretto di proposito l’ ambito della mia discussione. Io sono una cimice e riconosco in tutta umiltà che non capisco per nulla perché il mondo sia fatto così. Vuol dire che gli uomini stessi hanno colpa di questo: è stato concesso loro il paradiso, ma essi hanno voluto la libertà e hanno rubato il fuoco dal cielo, pur sapendo che sarebbero diventati infelici, quindi non c’è tanto da impietosirsi per loro. La mia povera mente, terrestre ed euclidea, arriva solo a capire che la sofferenza c’è, che non ci sono colpevoli, che ogni cosa deriva dall’altra direttamente, semplicemente, che tutto scorre e si livella – ma queste sono soltanto baggianate euclidee, io lo so, e non posso accettare di vivere in questo modo! Che conforto mi può dare il fatto che non ci sono colpevoli e che questo io lo so – io devo avere la giusta punizione, altrimenti distruggerò me stesso.  Continua a leggere

L’indifferenza non ha nessuna fede

139222718971345700_resized“L’assoluto ateismo si trova sul penultimo gradino della scala verso la fede perfetta (che faccia o no l’ultimo passo), mentre l’indiffe-renza non ha nessuna fede, ma soltanto una stolida paura.”
“Tuttavia lei… lei ha letto l’Apocalisse?”
“L’ho letta.”
“Si rammenta quel passo: ‘E all’angelo della congregazione in Laodicea’”
“Me lo rammento. Sono parole bellissime.” 
“Bellissime, dice lei? È una ben strana espressione in bocca a un vescovo, e lei é uno stravagante… Ma dove ha il libro?” chiese Stavrògin con una certa strana e inquieta fretta, cercando con gli occhi sul tavolo. “Ho voglia di leggerglielo… ha la traduzione russa?”
“Lo conosco, conosco quel passo, me lo ricordo molto bene,” disse Tìchon.
“Lo conosce a memoria? Me lo reciti!…”
E così dicendo abbassò gli occhi e appoggiò le mani sulle ginocchia, disponendosi impa-zientemente ad ascoltare. Tìchon cominciò a recitare il passo parola per parola:
“E all’angelo della congregazione in Laodicea scrivi: Queste son cose che dice l’Amen, il testimone fedele e verace, il principio della creazione di Dio: ‘Conosco le tue opere, che non sei né freddo né caldo. Oh, fossi tu freddo o caldo! Così, perché sei tiepido e non sei né caldo né freddo, ti vomiterò dalla mia bocca. Perché tu dici: Io son ricco e ho guadagnato ricchezze e non ho bisogno di nulla, ma non sai d’esser miserabile e infelice e povero e cieco e nudo..'” 

Fëdor Dostoevskij

Nel mondo con le mani vuote

gP1Giudica dunque Tu stesso chi fosse nel giusto: Tu o colui che Ti interrogò. Rammenta la prima domanda: seppur non proprio alla lettera, il suo significato è questo: “Tu vuoi andare nel mondo e ci vai  con le mani vuote, con non so con quale promessa di libertà che gli uomini, nella loro semplicità e nella loro innata intemperanza, non possono neppure concepire, e ne hanno timore e spavento, giacché nulla fu mai per l’uomo e per la società umana piú intollerabile della libertà! Vedi Tu invece queste pietre in questo nudo e rovente deserto? Mutale in pani e l’umanità correrà dietro a Te come un riconoscente e docile gregge, con l’eterna paura di vederti ritirare la Tua mano, e di rimanere senza i Tuoi pani”. Ma Tu non hai voluto privare l’uomo della libertà e hai rifiutato l’invito, perché, cosí ragionasti, dove sarebbe la libertà, se  il consenso fosse comperato coi pani? Tu hai obiettato che l’uomo non vive di solo pane, ma sai che nel nome di questo  pane terreno, insorgerà contro di Te lo spirito della terra e lotterà con Te e Ti vincerà, e tutti lo seguiranno, esclamando: “Chi è comparabile a questa bestia? Essa ci ha dato il fuoco del cielo!”. Sai Tu che passeranno i secoli e l’umanità proclamerà per bocca della sua sapienza e della sua scienza che non esiste il delitto, e quindi nemmeno il peccato, ma che ci sono soltanto degli affamati? “Nutrili e poi chiedi loro la virtú!”, ecco quello che scriveranno sulla bandiera che si leverà contro di Te e che abbatterà il Tuo tempio. 

Fëdor Dostoevskij, La Leggenda del Grande Inquisitore

 

Necessità di Dio

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E quel che è strano, quello che farebbe meraviglia non è che Dio esista per davvero, ma fa meraviglia che un simile pensiero – il pensiero della necessità di Dio – sia potuto venire in testa a un animale così selvaggio e cattivo come l’uomo, a tal punto esso è santo, a tal punto è commovente, a tal punto è saggio, e tanto fa onore all’uomo.

Fëdor Dostoevskij

Dignità dell’uomo

Berdyaev2Il problema fondamentale dei nostri giorni non è il problema di Dio, ma è innanzitutto il problema dell’uomo, della salvezza della persona umana dallo sfacelo, della soluzione dei problemi fondamentali della società e della cultura alla luce dell’idea cristiana di uomo. Gli uomini hanno rinnegato Dio, ma così facendo non hanno messo in dubbio la dignità di Dio, bensì la dignità dell’uomo.

Nikolaj Berdjaev

Portatori di un’idea universale

8Zc04Per duemila anni l’Italia ha portato in sé un’idea universale capace di riunire il mondo, non una qualunque idea astratta, non la speculazione di una mente di gabinetto, ma un’idea reale, organica, frutto della vita della nazione, frutto della vita del mondo: l’idea dell’unione di tutto il mondo, da principio quella romana antica, poi la papale. I popoli cresciuti e scomparsi in questi due millenni e mezzo in Italia comprendevano che erano i portatori di un’idea universale, e quando non lo comprende-vano, lo sentivano e lo presentivano. La scienza, l’arte, tutto si rivestiva e penetrava di questo significato mondiale. Ammettiamo pure che questa idea mondiale, alla fine, si era logorata, stremata ed esaurita (ma è stato proprio così?) ma che cosa è venuto al suo posto, per che cosa possiamo congratularci con l’Italia, che cosa ha ottenuto di meglio dopo la diplomazia del conte di Cavour? È sorto un piccolo regno di second’ordine, che ha perduto qualsiasi pretesa di valore mondiale, […] un regno soddisfatto della sua unità, che non significa letteralmente nulla, un’unità meccanica e non spirituale (cioè non l’unità mondiale di una volta) e per di più pieno di debiti non pagati e soprattutto soddisfatto del suo essere un regno di second’ordine. Ecco quel che ne è derivato, ecco la creazione del conte di Cavour!

 Fëdor  Dostoevskij