La libertà è soggezione a un ordine

NGD 4Ma se il reazionario è impotente nel nostro tempo, la sua condizione lo obbliga a testi-moniare la sua ripugnanza. La libertà, per il reazionario, è soggezione a un ordine.
Infatti, anche quando non sia né necessità né capriccio, tuttavia la storia non è per il reazionario dialettica della volontà imma-nente, ma avventura temporale fra l’uomo e quanto lo trascende. Le sue opere sono tracce, sulla sabbia smossa, del corpo dell’uomo e del corpo dell’angelo. La storia del reazionario è un brandello, strappato dalla libertà dell’uomo, che sventola al soffio del destino.
Il reazionario non può tacere, perché la sua libertà non è solo l’asilo in cui l’uomo sfug-ge al traffico che lo stordisce e dove si rifugia per riprendere in mano sé stesso. Nell’atto libero il reazionario non prende soltanto possesso della propria essenza.
La libertà non è una possibilità astratta di scegliere fra beni noti, ma la condizione concreta all’interno della quale ci è concesso il possesso di nuovi beni. La libertà non è istanza che risolva contese fra istinti, ma la montagna dalla quale l’uomo contempla l’ascesa di nuove stelle, nella polvere luminosa del cielo stellato. La libertà pone l’uomo fra divieti che non sono fisici e imperativi che non sono vitali. Il momento libero dissipa la vana chiarezza del giorno, perché si erga, sull’orizzonte dell’anima, l’immobile universo che fa scivolare i suoi lumi passeggeri sul tremore della nostra carne.

Nicolás Gómez Dávila
Estratto da  Il Vero Reazionario

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Utopia al potere

Description=Roger Scruton - philosopher. Pic: Jeremy Young/Sunday Times November 6 2002Quando gli utopisti giungono al potere, l’instabilità stessa del loro obiettivo, che rimane sempre lontano, li obbliga a trovare, nel mondo reale, il gruppo di nemici o la cospirazione che sta impe-dendo loro la realizzazione dell’ideale. E questa è, a mio modo di pensare, la caratteristica più rilevante degli stati totalitari: il bisogno costante e implacabile di una classe di vittime, la classe di coloro che intralciano la strada dell’utopia e impediscono la sua realizzazione. In tutti gli esperimenti totalitari, dunque, si riscontrerà che il primo atto del potere centralizzato è la scelta di gruppi specifici da punire. […]

Quindi le ideologie totalitarie immancabilmente dividono gli esseri umani in gruppi di innocenti e colpevoli. Dietro la commossa retorica del Manifesto comunista, dietro la pseudo-scienza della teoria del valore-lavoro, e dietro l’analisi di classe contro la storia dell’uomo, c’è un’unica radice emozionale: il risentimento nei confronti di coloro che si trovano a proprio agio nel mondo ordinario del compromesso umano, il mondo del «noi», che intralcia la strada all’«io» trascendente della rivoluzione.

Roger Scruton

Persona e individuo

0_abad7_7dbd9c75_XLNell’ordine sociale, la città moderna sacrifica la persona all’individuo; dà all’individuo il suffragio universale, l’eguaglianza dei diritti, la libertà d’opinione e abbandona la persona isolata, spoglia, senz’alcuna armatura sociale che la sostenga e la protegga, a tutte le potenze divoratrici che minacciano la vita dell’anima, alle azioni e reazioni spietate degli interessi e degli appetiti in conflitto, alle esigenze infinite della materia da fabbricare ed utilizzare. A tutte le avidità e a tutte le ferite che ogni uomo porta naturalmente in sé, essa aggiunge incessanti eccitazioni sensuali ed un innumerevole lancio di errori d’ogni sorta, appariscenti e taglienti, ai quali concede libera circolazione nel cielo dell’intelligenza. E dice ad ogni povero figlio degli  uomini, posto in mezzo a quel turbine: «Tu sei un individuo libero, difenditi, salvati da solo». È una civiltà omicida.

Jacques Maritain

 

Tamerice nel deserto

jeremiah-1956Così parla il Signore: «Maledetto l’uomo che confida nell’uomo e fa della carne il suo braccio, e il cui cuore si allontana dal Signore! Egli è come una tamerice nel deserto: quando giunge il bene, egli non lo vede; abita in luoghi aridi, nel deserto, in terra salata, senza abitanti. Benedetto l’uomo che confida nel Signore, e la cui fiducia è il Signore! Egli è come un albero piantato vicino all’acqua, che distende le sue radici lungo il fiume; non si accorge quando viene la calura e il suo fogliame rimane verde; nell’anno della siccità non è in affanno e non cessa di portare frutto».
Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi potrà conoscerlo?

Geremia 17, 5-9

Forti e casti

pasoliniLa società preconsumistica aveva bisogno di uomini forti, e dunque casti. La società consumistica ha invece bisogno di uomini deboli, e perciò lussuriosi. Al mito della donna chiusa e separata (il cui obbligo alla castità implicava la castità dell’uomo) si è sostituito il mito della donna aperta e vicina, sempre a disposizione. Al trionfo dell’amicizia tra maschi e dell’erezione, si è sostituito il trionfo della coppia e dell’impotenza.

Pier Paolo Pasolini

L’«ultima volontà» dell’uomo

Portrait_of_Friedrich_NietzscheQuel che è da temere, quel che ha effetti funesti come nessun’altra fatalità, non sarebbe la grande paura, sibbene la grande nausea di fronte all’uomo; e così pure la grande compassione per l’uomo. Supposto che un bel giorno l’una e l’altra s’accoppiassero, entrerebbe subito nel mondo, inevitabilmente, qualcosa di straordinariamente sinistro, l’«ultima volontà» dell’uomo, la sua volontà del nulla, il nichilismo. E in realtà, molto è a tutto ciò predisposto.

Friedrich Nietzsche

Resistere all’apparenza

stacks_image_269Tutto il mondo è posto nella menzogna. Il potere mondano tende a risucchiarci: allora la nostra presenza deve fare la fatica di non lasciarsi invadere, e questo avviene non solo ricordando e visibilizzando l’unità tra noi, ma anche attraverso un contrattacco. Se il nostro non è un contrat-tacco (e per esserlo deve diventare espressione dell’autocoscienza di sé), se non è un gusto nuovo che muove l’energia di libertà, se non è un’azione culturale che raggiunge il livello dignitoso della cultura, allora l’attaccamento al Movimento è volontaristico, e l’esito è l’intimis-mo. L’intimismo non è presenza, per l’intensità e la verità che diamo a questa parola. […] La modalità della presenza è resistenza all’apparenza delle cose ed è contrattacco alla mentalità comune, alla teoria dominante e alla ideologia del potere; resistenza e contrattacco non in senso negativo, di opposizione, ma come lavoro. Per indicare e per definire l’esprimersi di una presenza secondo una dignità anche semplicemente umana non esiste che la parola lavoro: cioè portare dentro tutto, su tutto, l’interesse della nostra persona.

Luigi Giussani,
Viterbo 1977

Dittatura del Nuovo Mondo

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Il dittatore scientifico del futuro collocherà le sue macchine mormoranti e i suoi proiettori subliminali nelle scuole e negli ospedali, perché i bambini e i malati sono suggestionabilissimi, e in tutti i luoghi pubblici dove sia possibile assoggettare la gente ad un processo preliminare di rammollimento, mediante oratoria o qualche rituale.

Aldous Huxley

Pretese della politica

berdyaewIl ruolo che si attribuisce alla politica non è solo esagerato, ma addirittura  smisurato. La politica è un vampiro che succhia il sangue dei popoli. Le pretese della politica sono esorbitanti: sono sempre delle pretese totalitarie. La politica si attribuisce il potere sulla vita umana, e non soltanto sull’ambito propriamente politico dell’esistenza, ma anche su tutta una serie di sue manifestazioni che con la politica non hanno nulla in comune: sulla vita religiosa, spirituale, intellettuale, sulla creatività umana. E non rimane più alcun eremo in cui rifugiarsi lontano da questo potere.

Nikolaj Berdjaev