La disuguaglianza di valore

Le masse saranno sempre al di sotto della media. La maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso cadrà, e la democrazia arriverà all’assurdo rimetten-do la decisione intorno alle cose più grandi ai più incapaci. Sarà la punizione del suo principio astrat-to dell’Uguaglianza, che dispensa l’ignorante di istruirsi, l’imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi.
Il diritto pubblico fondato sull’uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze. Perché non riconosce la
disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell’appiattimento. L’adorazio-ne delle apparenze si paga.

Henri-Fréderéric Amiel,
1871

Il limite della volontà

GKC_Camera_FullNon si può ammirare la volontà in generale perché l’essenza della volontà è di essere particolare. […] Tutti gli adoratori della volontà mancano di volizione; possono appena desiderare, non volere. Una prova di ciò, se occorresse, si può trovarla facilmente nel fatto che tutti costoro parlano della volontà come di qualcosa che erompe, che si espande. Ma è proprio vero il contrario: ogni atto di volontà è un atto di autolimitazione. Desiderare una azione è desiderare una limitazione. In questo senso ogni atto è un atto di autosacrificio. Scegliendo una cosa, voi rifiutate tutte le altre. […] Ogni atto rappresenta una scelta e un’esclusione irrevocabile. 

Gilbert Keith Chesterton

Lussuria

04a1b-52b698c8-8e39-444e-ad77-a334e129b002Là dove il cristianesimo scompare, avidità, invidia e lussuria si inventano mille ideologie per giustificarsi.

La liberazione sessuale consente all’uomo moderno di ignorare i mille altri tabù di altro tipo che lo dominano. 

La promiscuità sessuale è il contentino che la società dà per ammansire i suoi schiavi.

Nicolás Gómez Dávila

 

 

Nemici ottimisti

616x510Dovunque e in ogni tempo c’è stato gran malcontento contro i governi, le leggi e le pubbliche istituzioni; ma per la maggiore parte è stato solo perché si è sempre pronti a far pesare su di quelli la miseria che è la compagna inseparabile dell’uma-na esistenza, in quanto essa è, per dirlo con i miti, la maledizione che colpì Adamo e tutto il suo seme con lui. Eppure mai quel miraggio ingannevole è stato manovrato in maniera tanto subdola e sfacciata quanto dai demagoghi del presente. Costoro sono infatti, in quanto nemici del Cristianesimo, degli ottimisti: il mondo per loro è fine a se stesso, cioè per sua naturale conformazione, disposto a meraviglia, è la vera dimora della felicità. Invece i suoi mali, strazianti e infiniti, li ascrivono tutti ai governi; ché, se quelli, dicono, facessero il loro dovere, avremmo il paradiso in terra, vale a dire tutti potrebbero ingozzarsi, sbevazzare, moltiplicarsi e crepare senza la minima pena o fatica: infatti questa è la parafrasi del loro «fine a se stesso», la meta di quell’infinito progresso dell’umanità che non si stancano di annunciare con il loro pomposo frasario.

Thomas Mann

Soggetti smarriti

http%3A%2F%2Fphp.grupporetina.it%2Farthemisia%2Fintra%2Fupload%2Fcontenuti%2Fimage%2Foriginal%2F159webL’uomo primitivo trasforma gli oggetti in soggetti, quello moderno i soggetti in oggetti. Possiamo supporre che il primo si illuda, ma sappiamo con certezza che il secondo si sbaglia.

Quanto più l’uomo crede di essere libero, tanto più facile è indottrinarlo.

«Fine delle ideologie» è il nome con cui si celebra il trionfo di una determinata ideologia.

Nicolás Gómez Dávila

Materia prima

018-metropolis-theredlistÈ nel potere dell’Uomo trattare se stesso come un semplice «oggetto naturale» e i propri giudizi di valore come materia prima da manipolare scientificamente al-terandola a piacere. L’obiezione a un tale operato non risiede nel fatto che questo punto di vista (come per chi entri in sala anatomica per la prima volta) sia doloroso e traumatico finché non vi saremo abituati; dolore e trauma costi-tuiscono tutt’al più un avvertimento e un sintomo. La vera obiezione è che se l’Uomo sceglie di trattare se stesso come materia prima, materia prima sarà; e non materia prima che, come aveva ingenuamente immaginato, sarebbe lui a manipolare, ma il semplice appetito, vale a dire la semplice Natura nella persona dei suoi Condizionatori disumanizzati. […] I valori tradizionali sono destinati a essere «ridimensionati» e il genere umano a essere rimodellato secondo la volontà (o addirittura, secondo l’arbitrio) di pochi fortunati di una generazione futura che abbia imparato come farlo.

C. S. Lewis

L’alto prezzo dell’armonia

JP7D8dSAscoltami: ho preso il caso dei bambini perché tutto fosse più evidente. Di tutte le altre lacrime dell’umanità, delle quali è imbevuta la terra intera, dalla crosta fino al centro, non dirò nemmeno una parola, ho ristretto di proposito l’ ambito della mia discussione. Io sono una cimice e riconosco in tutta umiltà che non capisco per nulla perché il mondo sia fatto così. Vuol dire che gli uomini stessi hanno colpa di questo: è stato concesso loro il paradiso, ma essi hanno voluto la libertà e hanno rubato il fuoco dal cielo, pur sapendo che sarebbero diventati infelici, quindi non c’è tanto da impietosirsi per loro. La mia povera mente, terrestre ed euclidea, arriva solo a capire che la sofferenza c’è, che non ci sono colpevoli, che ogni cosa deriva dall’altra direttamente, semplicemente, che tutto scorre e si livella – ma queste sono soltanto baggianate euclidee, io lo so, e non posso accettare di vivere in questo modo! Che conforto mi può dare il fatto che non ci sono colpevoli e che questo io lo so – io devo avere la giusta punizione, altrimenti distruggerò me stesso.  Continua a leggere

Vizi e diritti

16:2Per corrompere un individuo basta insegnargli a chiamare diritti i suoi desideri personali e abusi i diritti degli altri.

Dopo aver screditato la virtù, questo secolo è riuscito a screditare anche i vizi.

Nicolás Gómez Dávila

Rovine

cero_netti 3I demoni non sono più esclusivi abitatori di rovine. Hanno capito che questa civiltà è tutta un immenso brulicare di rovine, perché riflette l’uomo nella sua integrità di male. Allora si postano qua e là, come càpita. Ogni luogo è buono.

Non si vive «in attesa di una catastrofe», la catastrofe è vivente nell’umanità contempo-ranea come una divinità terribile nel proprio santuario, e ogni avanzamento della Tecnica è un suo movimento in avanti, un segno della sua attiva, della sua irreprimibile presenza.

Guido Ceronetti

La libertà è soggezione a un ordine

NGD 4Ma se il reazionario è impotente nel nostro tempo, la sua condizione lo obbliga a testi-moniare la sua ripugnanza. La libertà, per il reazionario, è soggezione a un ordine.
Infatti, anche quando non sia né necessità né capriccio, tuttavia la storia non è per il reazionario dialettica della volontà imma-nente, ma avventura temporale fra l’uomo e quanto lo trascende. Le sue opere sono tracce, sulla sabbia smossa, del corpo dell’uomo e del corpo dell’angelo. La storia del reazionario è un brandello, strappato dalla libertà dell’uomo, che sventola al soffio del destino.
Il reazionario non può tacere, perché la sua libertà non è solo l’asilo in cui l’uomo sfug-ge al traffico che lo stordisce e dove si rifugia per riprendere in mano sé stesso. Nell’atto libero il reazionario non prende soltanto possesso della propria essenza.
La libertà non è una possibilità astratta di scegliere fra beni noti, ma la condizione concreta all’interno della quale ci è concesso il possesso di nuovi beni. La libertà non è istanza che risolva contese fra istinti, ma la montagna dalla quale l’uomo contempla l’ascesa di nuove stelle, nella polvere luminosa del cielo stellato. La libertà pone l’uomo fra divieti che non sono fisici e imperativi che non sono vitali. Il momento libero dissipa la vana chiarezza del giorno, perché si erga, sull’orizzonte dell’anima, l’immobile universo che fa scivolare i suoi lumi passeggeri sul tremore della nostra carne.

Nicolás Gómez Dávila
Estratto da  Il Vero Reazionario