Il governo della tenerezza

Una delle tendenze del nostro tempo è quella di usare la sofferenza dei bambini per screditare la bontà di Dio – e una volta che  hai screditato la sua bontà, con lui hai praticamente finito. I tipi alla Alymers, che Hawthorne vedeva come una minaccia, si sono moltiplicati. Indaffarati a sfrondare l’imperfezione umana, essi avanzano tagliando via anche il materiale grezzo del bene. Ivan Karamazov non può avere fede, fin tanto che un solo bambino soffre; l’eroe di Camus non può accettare la divinità di Cristo a causa del massacro degli innocenti. In questo tipo di pietà popolare, noi registriamo un progresso in sensibilità e una perdita in visione complessiva. Se altre epoche sentivano di meno, esse vedevano di più, anche se vedevano con l’occhio cieco, profetico, non-sentimentale dell’accettazione, vale a dire della fede. Venuta meno questa fede, oggi noi governiamo con la tenerezza. Si tratta di una tenerezza che, ormai da lungo tempo separata dalla persona di Cristo, è avvolta nella teoria. E quando la tene-rezza è staccata dalla fonte  della tenerezza, il suo risultato logico è il terrore. Finisce nei campi di lavoro forzato e nei fumi delle camere a gas.

Flannery O’Connor

 

 

I carnefici di domani


81353979Il lato terrificante della tecnica promana da altre sfere, rispetto alle quali le macchine hanno lo stesso rapporto del sintomo con la malattia. Queste sfere non esercitano il loro influsso solo sulla tecnica, ma su tutti gli altri ambiti. Se fosse dunque possibile arrestare qua e là un ingranaggio, per esempio la costruzione delle bombe atomiche, il terrore eromperebbe da altre parti del meccanismo. Sotto questo aspetto, per esempio, le scienze biologiche hanno quasi superato quelle fisiche, non tanto per quel che concerne i mezzi di distruzione quanto, piuttosto, la fecondazione artificiale di esseri umani: una delle più gravi infrazioni di un tabù che si possano concepire. Decine di migliaia di creature senza padre vivono già nel nostro mondo: esseri che non sono stati concepiti per amore. Saranno i carnefici di domani. La creazione di una simile casta è ben più grave dell’antica schiavitù. […] È rimasto il disagio con cui da sempre si guarda al mondo degli incubi come un dominio di esclusiva pertinenza satanica. Poiché però difettano i concetti teologici, si dà corso a curiose discussioni giuridiche, biologiche e sociologiche. Tutto questo per mostrare che non è così facile fermare l’automatismo come comunemente si ritiene. Il suo asse poggia là dove non gira più nessuna ruota. L’automatismo è oggi la potenza universale, la tecnica è la lingua universale. Non la si domina con  provincialismi. L’uomo deve invece elevarsi al di spora della propria condizione per raggiungere, attraverso la libera, spontanea forza dello spirito, una sfera universale, ove potrà abbracciare con lo sguardo l’intero processo in tutta la sua ampiezza e imponenza. Solo allora potrà ricondurlo sotto il proprio controllo e sul binario desiderato. Questa altezza non può essere raggiunta indietreggiando, ma solo avanzando e al prezzo di sacrifici, ed esclusivamente da parte di coloro che hanno a cuore le leggi di un nuovo tempo del mondo. 

Ernst Jünger, 1954

Scuoiati vivi

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Strani filosofi, maestri del pensiero alla moda esaltano la liberazione dalle inibizioni di tutti i nostri desideri. La libertà corre verso la schiavitù. I demoni che avevamo creduto esorcizzati si levano dall’interno di noi stessi e ci lacerano. Siamo degli scuoiati vivi. Le scienze non rispondono alle domande più angosciose, non migliorano niente e lasciano l’uomo spaventato sull’orlo dell’abisso.

Eugène Ionesco

Dittatura del Nuovo Mondo

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Il dittatore scientifico del futuro collocherà le sue macchine mormoranti e i suoi proiettori subliminali nelle scuole e negli ospedali, perché i bambini e i malati sono suggestionabilissimi, e in tutti i luoghi pubblici dove sia possibile assoggettare la gente ad un processo preliminare di rammollimento, mediante oratoria o qualche rituale.

Aldous Huxley

Il peccato supremo

IMG282Il suicidio non solo è un peccato, ma è il peccato. È il male supremo e assoluto, il rifiuto di qualsiasi interesse per l’esistenza, il rifiuto di prestare il giuramento di fedeltà alla vita. L’uomo che uccide un uomo, uccide un uomo. L’uomo che uccide se stesso, uccide gli uomini: annienta il mondo. Il suo gesto è peggiore (dal punto di vista simbolico) di qualsiasi stupro o attentato dinamitardo. Perché distrugge tutti gli edifici e offende tutte le donne. Il ladro è appagato dai diamanti, il suicida non lo è: questo è il suo crimine. Non si lascia nemmeno corrompere dalle pietre sfolgoranti della Città Celeste. Il ladro esalta gli oggetti che ruba, e pure il loro proprietario. Ma il suicida insulta tutto ciò che esiste al mondo non rubandolo. Rifiutando di vivere per amore di un fiore, guasta tutti i fiori. In tutto l’universo non c’è una sola creatura minuscola per la quale la sua morte non sia una beffa.

Gilbert Keith Chesterton

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