Libertinismo

Nella forma del libertinismo si mostra la più completa dissoluzione dei vincoli tradizionali del vivere umano e l’eccesso di un senso di libertà che si attribuisce l’indisciplinatezza come suo contrassegno, se non come merito e impresa. […] L’intera concezione ruota intorno all’idea del pneuma come privilegio aristocratico di un nuovo tipo di uomo non più soggetto agli obblighi e neppure ai criteri fino ad allora vigenti nel mondo creato. […] L’uso sfrenato di questa libertà non è soltanto questione di mancanza di divieti, ma è realizzazione positiva della libertà stessa. […] 

La trasgressione anarchica, il nichilismo delle “età di mezzo” colma quell’assenza di leggi tra una Legge e l’altra con l’arbitrio autonomo di un Io liberato, compiacendosi della smisuratezza e santificando il sacrilegio. […] Nel rifiuto di obbedire a qualsiasi dovere […] si rivela l’atteggiamento rivoluzionario senza alcun rive-stimento speculativo. Pertanto il libertinismo appartiene al nucleo della ribellione gnostica. 

Hans Jonas

Un ordine di marcia provvisorio

senza-titoloLa civiltà dell’Europa cristiana è stata costruita da gente il cui scopo non era affatto quello di costruire una “civiltà cristiana”, ma di spingere al massimo le conseguenze della loro fede in Cristo. La dobbiamo a persone che credevano in Cristo, non a persone che credevano nel cristianesimo. Queste persone erano dei Cristiani, e non, come potremmo definirli, dei “cristianisti”. Un bell’esempio di ciò è fornito da papa Gregorio Magno. La sua riforma ha gettato le basi del Medioevo europeo. Ora, egli credeva che la fine del mondo fosse prossima. E questa, a suo avviso, doveva comunque privare ogni “civiltà cristiana” dello spazio in cui dispiegarsi. Ciò di cui ha gettato le fondamenta, e che doveva durare tutto un millennio, non era a suo avviso che un ordine di marcia provvisorio, un modo di sistemare la casa che si sta per lasciare. Al contrario, quelli che si propongono, come scopo primario della loro azione, di “salvare l’occidente cristiano”, devono guardarsi dal praticare una condotta che (gli esempi non mancano) si situa la di fuori di ciò che è autorizzato dall’etica cristiana, o anche dalla morale comune più elementare.

Rémi Brague

Arrivati tardi

bragueLa cultura europea costituisce nel suo insieme uno sforzo per risalire verso un passato che non è mai stato il suo, ma rispetto al quale vi è stata come una caduta irrecuperabile, uno “straniamento” percepito dolorosamente. Non è necessario soffermarci qui su ciò che questa visione del passato ha di artificiale. Non ignoro che ciò che ci è arrivato dalla cultura antica è il risultato di un lavoro di selezione effettuato fin dall’epoca alessandrina, e che l’immagine che ci facciamo della sua totalità generalizza abusivamente a partire da alcuni capolavori per supporre un “mondo antico” che sarebbe tutto alla loro altezza. Ma per me è decisiva solo la coscienza di essere arrivati tardi, e di dover risalire a un’origine che “noi” non siamo e che non è mai stata “noi”.

Rémi Brague

Virtù selvagge

65Gli uomini moderni non sono cattivi, in un certo senso sono fin troppo buoni. Il mondo è pieno di virtù selvagge e messe in subbuglio. Quando un sistema religioso è sconvolto, come il cristianesimo all’epoca della Riforma, non si scatenano soltanto i vizi. I vizi – rilasciati – dilagano e danneggiano. Ma neanche le virtù, lasciate in balìa di se stesse, si diffondono più selvaggiamente e fanno anche più terribili danni. Il mondo moderno è pieno di antiche virtù cristiane che sembrano come folli: sono divenute folli perché sono scisse una dall’altra e vagano senza meta. Così alcuni scienziati coltivano la verità, ed è una verità senza pietà; così alcuni umanitari coltivano la pietà, e la loro pietà, (mi dispiace dirlo) è spesso nemica della verità.  

Gilbert Keith Chesterton

 

L’aratro

charles-peguyCi vogliono anni e anni per far crescere un uomo, c’è voluto pane ed ancora pane per nutrirlo, e lavoro e lavoro e lavori e lavori di ogni  genere. E basta un colpo per uccide-re un uomo. Un colpo di sciabola e la cosa è fatta. Per fare un buon cristiano occorre che l’aratro abbia lavorato per venti anni. Per disfare un cristiano occorre che la sciabola lavori un minuto. È nel genere dell’aratro lavorare per vent’anni. È nel genere della sciabola lavorare un minuto; e di fare di più, di essere la più forte. Di farla finita. Allora noi saremo sempre i meno forti. Andremo sempre meno veloci, ne faremo sempre di meno. Noi siamo il partito di quelli che costruiscono. Loro sono il partito di quelli che demoliscono. Noi siamo il partito dell’aratro.

Charles Péguy

Resistere all’apparenza

stacks_image_269Tutto il mondo è posto nella menzogna. Il potere mondano tende a risucchiarci: allora la nostra presenza deve fare la fatica di non lasciarsi invadere, e questo avviene non solo ricordando e visibilizzando l’unità tra noi, ma anche attraverso un contrattacco. Se il nostro non è un contrat-tacco (e per esserlo deve diventare espressione dell’autocoscienza di sé), se non è un gusto nuovo che muove l’energia di libertà, se non è un’azione culturale che raggiunge il livello dignitoso della cultura, allora l’attaccamento al Movimento è volontaristico, e l’esito è l’intimis-mo. L’intimismo non è presenza, per l’intensità e la verità che diamo a questa parola. […] La modalità della presenza è resistenza all’apparenza delle cose ed è contrattacco alla mentalità comune, alla teoria dominante e alla ideologia del potere; resistenza e contrattacco non in senso negativo, di opposizione, ma come lavoro. Per indicare e per definire l’esprimersi di una presenza secondo una dignità anche semplicemente umana non esiste che la parola lavoro: cioè portare dentro tutto, su tutto, l’interesse della nostra persona.

Luigi Giussani,
Viterbo 1977

Dittatura del Nuovo Mondo

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Il dittatore scientifico del futuro collocherà le sue macchine mormoranti e i suoi proiettori subliminali nelle scuole e negli ospedali, perché i bambini e i malati sono suggestionabilissimi, e in tutti i luoghi pubblici dove sia possibile assoggettare la gente ad un processo preliminare di rammollimento, mediante oratoria o qualche rituale.

Aldous Huxley

Pretese della politica

berdyaewIl ruolo che si attribuisce alla politica non è solo esagerato, ma addirittura  smisurato. La politica è un vampiro che succhia il sangue dei popoli. Le pretese della politica sono esorbitanti: sono sempre delle pretese totalitarie. La politica si attribuisce il potere sulla vita umana, e non soltanto sull’ambito propriamente politico dell’esistenza, ma anche su tutta una serie di sue manifestazioni che con la politica non hanno nulla in comune: sulla vita religiosa, spirituale, intellettuale, sulla creatività umana. E non rimane più alcun eremo in cui rifugiarsi lontano da questo potere.

Nikolaj Berdjaev

Assumere prospettiva

MWight2Uno degli scopi principali dell’istruzione universitaria è sfuggire allo Zeitgeist, allo spirito meschino, angusto e provinciale che sempre ci assicura che siamo all’apice dello sviluppo umano, che siamo sul ciglio di una prosperità senza precedenti o di una catastrofe senza eguali, che la prossima conferenza internazio-nale sarà la più decisiva della storia o che il leader del giorno è il più grande o il più disastroso di tutti i tempi. È liberante per lo spirito assumere prospettiva, riconoscere che ogni generazione si confronta con problemi della più seria urgenza soggettiva, ma che una loro gradazione oggettiva è tuttavia probabilmente impossibile. È liberante scoprire che i medesimi problemi morali e le medesime risposte intellettuali sono già state esplorate in passato.

Martin Wight

I morti, i vivi, i non ancora nati

Il principio fondante della società non è un contratto. È invece più simile all’amore, nella condivisione di un’eredità che appartiene ai morti, ai vivi e a chi deve ancora nascere, nella quale circoscriviamo le nostre richieste, vedendo noi stessi come parte di una catena ininterrotta di dare e ricevere.

Roger Scruton