I dogmi e le rape

È arduo definire l’uomo, sulle orme di Carlyle, come un ani-male che produce strumenti; le formiche e i castori e molti altri animali producono strumenti. L’uomo può essere definito come un animale che produce dogmi. Quando accumula dot-trina su dottrina e conclusione su conclusione, creando qual-che formidabile schema filoso-fico o religioso, allora, nel solo significato legittimo di cui l’espressione è suscettibile, egli sta diventando sempre più umano. Quando abbandona una dottrina dopo l’altra in un raffinato scetticismo, quando rifiuta di legarsi a un sistema, quando dice che ha superato le definizioni, quando dice che non crede nella finalità, quando, nella sua immaginazione, siede come Dio, senza serbare alcuna forma di fede ma contemplando tutto, allora, per quello stesso processo, sta lentamente affondando a ritroso nella vaghezza degli animali errabondi e nell’inconsapevolezza dell’erba. Gli alberi non hanno dogmi. Le rape sono di vedute singolarmente ampie.

 Gilbert Keith Chesterton
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Intimità con la sostanza

fl-100415-03I libri non cambiano, è piuttosto il lettore a mutare assieme a coloro che lo circondano. L’esperienza personale e storica e quindi le prospettive si trasformano di generazione in generazione. Eppure un buon autore può continuare ad essere moderno, e non per vocazione profetica ma grazie ad una maggiore intimità con la sostanza. 

Ernst Jünger

Compimenti nell’incompiuto

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«Spesso abbozzi allusivi sono più efficaci di un dipinto finito. Non si può rimproverare loro la mancanza di completezza, poiché non vogliono essere più di ciò che sono: compimenti nel medium dell’incompiuto. Mentre il dipinto può suscitare nell’osservatore il sentimento dei limiti della realizzazione conclusa, nell’abbozzo alligna la freschezza del possible».

Argini

photo_file_145L’uomo che costruisce dighe non è necessariamente nemico dell’irrigazione.

L’unico modo in cui una nazione può rendersi sicura è quello di civilizzare i propri vicini.

Il provincialismo è qualcosa di più dell’ignoranza. È ignoranza più una volontà di uniformità. È una malevolenza latente, spesso una malevolenza attiva, e l’odium teologicum ne è solo un aspetto. È molto insidioso, ed uno può raramente esserne libero, anche tenendo gli occhi aperti.

Ezra Pound

Frammento

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Il frammento, in verità, è sempre nuovo.

Il frammento è un viaggio nel nucleo atomico, nell’àcaro pascaliano, nel dedalo del protozoo. Più frammenti pensanti insieme formano delle nuove aggregazioni, delle vegetazioni da grotta, dove si colgono altre rivelazioni.

L’unità non è un luogo; il frammento è un luogo, è tutti i luoghi, e l’unica unità possibile.

Ecco creata, dall’atto stesso di lacerare lacerazione, la novità di un luogo diverso, che si nascondeva nel coacervo d’inconoscibili dell’unità apparente.

Guido Ceronetti

Biblioteca

121015aoam141-edit«L’esistenza di qualunque biblioteca […] dà al lettore il senso di che cosa sia veramente la sua forza, una forza che combatte i vincoli del tempo, portando nel presente schegge del passato. Gli permette di affacciarsi, anche se segretamente e da lontano, nella mente di altri esseri umani, e di conoscere qualcosa di sé attraverso le storie accumulate a suo beneficio. Ma, soprattutto, dice al lettore che la sua forza consiste nella facoltà di ricordare, attivamente, attraverso la sollecitazione della pagina, momenti selezionati dell’esperienza umana.»

Alberto Manguel

La forza più preziosa

Ernst-Jünger-1960-plant-collector«Un sottile pettine di corno color avorio, come ne rompo spesso, due al mese, e proprio come quello che poco tempo fa mi si è spezzato in mano la prima volta che lo adoperavo, costa, press’a poco, cento franchi. Qualora se ne prenda, invece, un altro del tutto simile, di una specie di celluloide, che fa, più o meno, il medesimo servizio e che ha il pregio di una durata quasi illimitata, si paga un quarto di questo prezzo. Tuttavia, nell’uomo, quella forza che lo trattiene da tale economia vale come la più preziosa.»

Ernst Jünger