Guardare a terra

Per aver chiuso gli occhi a grandi verità l’Europa è colpevole; ed è perché è colpevole che soffre. Essa tuttavia respinge ancora la luce e misconosce il braccio che la colpisce. Pochissimi uomini di questa generazione materiale sono capaci di conoscere la data, la natura e l’enormità di certi delitti commessi dagli individui, dalle nazioni e dalle sovranità; un numero inferiore è in grado di comprendere il genere di espiazione di cui tali delitti necessitano, e il prodigio che costringe il male a spazzare con le sue stesse mani il terreno che l’eterno architetto ha già misurato con l’occhio per le sue meravigliose costruzioni. Gli uomini di questo secolo hanno già deciso. Essi hanno giurato a se stessi di guardare sempre a terra. 

Joseph de Maistre

I carnefici di domani


81353979Il lato terrificante della tecnica promana da altre sfere, rispetto alle quali le macchine hanno lo stesso rapporto del sintomo con la malattia. Queste sfere non esercitano il loro influsso solo sulla tecnica, ma su tutti gli altri ambiti. Se fosse dunque possibile arrestare qua e là un ingranaggio, per esempio la costruzione delle bombe atomiche, il terrore eromperebbe da altre parti del meccanismo. Sotto questo aspetto, per esempio, le scienze biologiche hanno quasi superato quelle fisiche, non tanto per quel che concerne i mezzi di distruzione quanto, piuttosto, la fecondazione artificiale di esseri umani: una delle più gravi infrazioni di un tabù che si possano concepire. Decine di migliaia di creature senza padre vivono già nel nostro mondo: esseri che non sono stati concepiti per amore. Saranno i carnefici di domani. La creazione di una simile casta è ben più grave dell’antica schiavitù. […] È rimasto il disagio con cui da sempre si guarda al mondo degli incubi come un dominio di esclusiva pertinenza satanica. Poiché però difettano i concetti teologici, si dà corso a curiose discussioni giuridiche, biologiche e sociologiche. Tutto questo per mostrare che non è così facile fermare l’automatismo come comunemente si ritiene. Il suo asse poggia là dove non gira più nessuna ruota. L’automatismo è oggi la potenza universale, la tecnica è la lingua universale. Non la si domina con  provincialismi. L’uomo deve invece elevarsi al di spora della propria condizione per raggiungere, attraverso la libera, spontanea forza dello spirito, una sfera universale, ove potrà abbracciare con lo sguardo l’intero processo in tutta la sua ampiezza e imponenza. Solo allora potrà ricondurlo sotto il proprio controllo e sul binario desiderato. Questa altezza non può essere raggiunta indietreggiando, ma solo avanzando e al prezzo di sacrifici, ed esclusivamente da parte di coloro che hanno a cuore le leggi di un nuovo tempo del mondo. 

Ernst Jünger, 1954

Un ordine di marcia provvisorio

senza-titoloLa civiltà dell’Europa cristiana è stata costruita da gente il cui scopo non era affatto quello di costruire una “civiltà cristiana”, ma di spingere al massimo le conseguenze della loro fede in Cristo. La dobbiamo a persone che credevano in Cristo, non a persone che credevano nel cristianesimo. Queste persone erano dei Cristiani, e non, come potremmo definirli, dei “cristianisti”. Un bell’esempio di ciò è fornito da papa Gregorio Magno. La sua riforma ha gettato le basi del Medioevo europeo. Ora, egli credeva che la fine del mondo fosse prossima. E questa, a suo avviso, doveva comunque privare ogni “civiltà cristiana” dello spazio in cui dispiegarsi. Ciò di cui ha gettato le fondamenta, e che doveva durare tutto un millennio, non era a suo avviso che un ordine di marcia provvisorio, un modo di sistemare la casa che si sta per lasciare. Al contrario, quelli che si propongono, come scopo primario della loro azione, di “salvare l’occidente cristiano”, devono guardarsi dal praticare una condotta che (gli esempi non mancano) si situa la di fuori di ciò che è autorizzato dall’etica cristiana, o anche dalla morale comune più elementare.

Rémi Brague

Fianco a fianco

000006c6_bigÈ vero che la Chiesa ha ordinato ad alcuni uomini di battersi e ad altri di non battersi, ed è vero che quelli che si battevano erano come folgori, quelli che non si battevano come statue. Tutto questo significa semplicemente che la Chiesa ha voluto servirsi dei suoi super-uomini come dei suoi tolstoiani. C’è qualcosa di buono nella vita guerresca, per cui molti uomini eccellenti hanno scelto di essere soldati; c’è del buono nella idea della non-resistenza, per cui altri hanno preferito essere quaccheri. Tutto quello che la Chiesa fece (fino al punto in cui credette di farlo) fu per impedire che una delle due cose cac-ciasse l’altra: dovevano esistere fianco a fianco. 

Gilbert Keith Chesterton

Ecologia sociale

bdc094cc-cb75-4fb0-a0dd-fc27160025a4-2Dovremmo riprodurre gli embrioni come scorta per adulti finiti? Dovremmo manipolare il processo genetico per provvederci di bambini disegnati su misura per soddisfare quei viventi, ad esempio, che vogliono un figlio con due padri e nessuna madre? Siamo nel bel mezzo di un processo di manipolazione del non-nato per interesse dei vivi. È un atto di empietà. I vivi esistono nell’interesse dei non-nati, non il contrario. Se perdiamo questo punto di vista, decade anche l’istinto del futuro da cui dipendono le società, l’istinto di sacrificare se stessi per chi non è ancora nato. Se i non-nati invece sono sacrificati per i vivi, il mondo scivola verso la fine. È il principio dell’ecologia sociale. 

Roger Scruton

La disuguaglianza di valore

Le masse saranno sempre al di sotto della media. La maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso cadrà, e la democrazia arriverà all’assurdo rimetten-do la decisione intorno alle cose più grandi ai più incapaci. Sarà la punizione del suo principio astrat-to dell’Uguaglianza, che dispensa l’ignorante di istruirsi, l’imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi.
Il diritto pubblico fondato sull’uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze. Perché non riconosce la
disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell’appiattimento. L’adorazio-ne delle apparenze si paga.

Henri-Fréderéric Amiel,
1871

Una vita da giusto

ernst-juenger-und-ernst-vonIl pericolo è divenuto così grande che bisogna esigere dal singolo una decisione, vale a dire una conver-sione. Abbiamo raggiunto il punto in cui se all’uomo non si può chiedere fede, da lui si può però pretendere devozione, impegno a vivere da giusto nel senso più elevato del termine. La tolleranza dovrà avere i suoi limiti, nel senso che non si potrà concedere ai meri tecnici di guidare l’uomo. Chi confida solo sull’uomo e sulla sag-gezza umana non è in grado di parlare come giudice, né di insegnare come maestro, né di curare come medico. Ciò porta su strade dove regnano i carnefici.

Ernst Jünger

Spopolamento

97005473Il più compiuto atto di uccisione, fra quanti se ne eseguono oggi, è quello rivolto contro i nascituri. È da prevedere che questo fenomeno, il quale, riferito all’individuo, ha il senso di una garanzia della comodità della vita del singolo, in un mondo dominato dal tipo umano avrà una funzione di strumento di politica demografica. In tal caso, non è difficile indovinare come prossima la scoperta dell’antichissima dottrina politica teorizzante lo spopolamento.

Ernst Jünger,
1932

Il fondamento dei vostri errori

donoso-cortes_xoptimizadax--575x332Questa è l’epoca dei sistemi utilitari, delle grandi espansioni del commercio, delle febbri dell’industria, delle insolenze dei ricchi, delle impazienze dei poveri. Questo stato di ricchezza materiale e di indigenza religiosa è seguìto sempre da una di quelle enormi catastrofi che la tradizione e la storia incidono perpetuamente nella memoria degli uomini.

Il fondamento, signori, di tutti vostri errori consiste nel non sapere qual è la direzione della civiltà e del mondo. Voi credete che la civiltà e il mondo vadano avanti, mentre al contrario tornano indietro. Il mondo cammina alla costituzione di un dispotismo, il più gigantesco e assoluto che sia mai esistito a memoria d’uomo.

Se la mia voce ha una qualunque autorità, signori, non è perché è la mia: ma perché è la voce dei nostri padri.

Donoso Cortes

Fanatici


Uomini che cominciano a combattere le Chiesa per amore della libertà e della umanità finiscono per combattere anche la libertà e l’umanità pur di combattere la Chiesa. […]3375466-2
Noi non ammiriamo – e giustifichiamo appena – il fanatico che devasta questo mondo per amore dell’altro; ma che dire del fanatico che devasta questo mondo in odio dell’altro? Egli sacrifica l’esistenza della umanità alla non esistenza di Dio: non offre le sue vittime all’altare, ma semplicemente le sacrifica per dimostrare che l’altare è inutile e il trono è vuoto; è disposto a distruggere anche questo primordiale principio etico, per il quale tutte le cose vivono per la sua strana ed eterna mania di vendetta su qualcuno che secondo lui non ha vissuto affatto.

Gilbert Keith Chesterton