Guardare a terra

Per aver chiuso gli occhi a grandi verità l’Europa è colpevole; ed è perché è colpevole che soffre. Essa tuttavia respinge ancora la luce e misconosce il braccio che la colpisce. Pochissimi uomini di questa generazione materiale sono capaci di conoscere la data, la natura e l’enormità di certi delitti commessi dagli individui, dalle nazioni e dalle sovranità; un numero inferiore è in grado di comprendere il genere di espiazione di cui tali delitti necessitano, e il prodigio che costringe il male a spazzare con le sue stesse mani il terreno che l’eterno architetto ha già misurato con l’occhio per le sue meravigliose costruzioni. Gli uomini di questo secolo hanno già deciso. Essi hanno giurato a se stessi di guardare sempre a terra. 

Joseph de Maistre

Rendere significativa la grazia

Quando ti chiedono di rendere il cristianesimo allettante, ti stanno chie-dendo di scriverne l’essenza, non quello che vedi tu. Il cristianesimo ideale non esiste, perché l’essere umano deforma leggermente a propria immagine tutto quello che tocca, perfino la verità cristiana. Lo fanno perfino i santi. Dev’essere per effetto del peccato originale, e mi rendo conto che i cattolici spesso agiscono come se questo dogma fosse sempre storto e sempre sintomo di calvinismo. Lo scrittore deve rendere la corruzione plausibile prima di rendere significativa la grazia. […]

Nei vangeli sono i diavoli i primi a riconoscere Cristo, notizia che gli evangelisti non hanno censurato. Evidentemente la consideravano una testimonianza più che valida. La stessa cosa in veste moderna invece ci scandalizza solo perché abbiamo un atteggiamento difensivo nei confronti della fede. 

Flannery O’Connor

Salvati dal naufragio

Crusoe è un uomo su un piccolo scoglio, con le poche comodità strappate al mare: le pagine migliori del libro sono quelle che descrivono la lista degli oggetti salvati dal naufragio. La poesia più bella è un inventario. Ogni utensile da cucina è idealizzato perché Crusoe avrebbe potuto gettarlo in mare. È un buon esercizio, nelle ore vuote o nei momenti difficili della giornata, osservare qualsiasi cosa, il secchio del carbone o la cassa dei libri, e considerare quanto si possa essere contenti di averli portati dalla nave che affondava fino all’isola deserta. Tuttavia, un esercizio migliore di questo è ricordare come tutte quelle cose si sono salvate per un soffio dall’essere inghiottite mentre la nave affondava. Ogni uomo ha rischiato l’orribile eventualità di una nascita prematura, seguendo così la sorte dei tanti bambini non nati. Quando ero ragazzo sentivo spesso parlare di geni mancati o boicottati, ed era consuetudine dire di tanti che erano un Avrebbe Potuto Essere Un Grande. Secondo me, è un fatto molto più concreto e sorprendente che l’uomo comune, come se ne incontrano tanti, sia un Grande Avrebbe Potuto Non Essere.

Gilbert Keith Chesterton

Solidarietà

image8Gli americani non sono cinici, sono ottimisti. E l’ottimismo è di per se stesso un segno di innocenza. Chi non fa, né pensa il male, è portato non già a negare l’esistenza del male, ma a rifiutar di credere alla fatalità del male, a rifiutarsi di ammettere che il male sia inevitabile e inguaribile. Gli americani credono che la miseria, la fame, il dolore, tutto si può combattere, che si può guarir dalla miseria, dalla fame, dal dolore, che v’è rimedio a ogni male. Non sanno che il male è inguaribile. Non sanno, benché siano, sotto molti aspetti, la nazione più cristiana del mondo, che senza il male non vi può essere Cristo. No love no nothin’. Niente male, niente CristoMinor quantità del male nel mondo, minor quantità di Cristo nel mondo. Gli americani sono buoni. Di fronte alla miseria, alla fame al dolore, il loro primo moto istintivo è di aiutar coloro che soffrono la fame, la miseria, il dolore. Non vi è popolo al mondo popolo che abbia così forte, così puro, così sincero il senso della solidarietà umana. Ma Cristo esige dagli uomini la pietà, non la solidarietà. La solidarietà non è un sentimento cristiano. 

Curzio Malaparte

 

Un popolo vinto

curzio-malaparte-3-1024x600Voglio bene agli Americani perché sono buoni cristiani, sinceramente cristiani. Perché credono che Cristo stia sempre dalla parte di coloro che hanno ragione. Perché credono che è una colpa aver torto, che è cosa immorale aver torto. Perché credono che essi solo son galant-uomini, e che tutti i popoli d’Europa sono, più o meno, disonesti. Perché credono che un popolo vinto è un popolo di colpevoli, che la sconfitta è una condanna morale, è un atto di giustizia divina. 

Curzio Malaparte

Gioia del paganesimo

I paesi d’Europa rimasti sotto la influenza dei preti sono precisamente quelli dove ancora si canta, si danza, ci si mettono vestiti sgargianti e l’arte vive all’aperto. La dottrina e la disciplina cattolica possono essere dei muri, ma sono i muri di una palestra di giochi. Il Cristianesimo è la sola cornice in cui si sia preservata la gioia del paganesimo. Immaginiamoci dei fanciulli che stanno giocando sul piano erboso di qualche isolotto elevato sul mare; finché c’era un muro intorno all’orlo dell’altura, essi poteva-no sbizzarrirsi nei giochi più frenetici e fare di quel luogo la più rumorosa delle nurseries; ora il parapetto è stato buttato giù, lasciando scoperto il pericolo del precipizio. I fanciulli non sono caduti, ma i loro amici, al ritorno, li hanno trovati rannicchiati e impauriti nel centro dell’isolotto, e il loro canto era cessato. […] La cinta esterna del Cristianesimo è un rigido presidio di abnegazioni etiche e di preti professionali; ma dentro questo presidio inumano troverete la vecchia vita umana che danza come i fanciulli e beve vino come gli uomini. […] Nella filosofia moderna avviene il contrario: la cinta esterna è innegabilmente artistica ed emancipata: la sua disperazione sta dentro.

Gilbert Keith Chesterton

Un ordine di marcia provvisorio

senza-titoloLa civiltà dell’Europa cristiana è stata costruita da gente il cui scopo non era affatto quello di costruire una “civiltà cristiana”, ma di spingere al massimo le conseguenze della loro fede in Cristo. La dobbiamo a persone che credevano in Cristo, non a persone che credevano nel cristianesimo. Queste persone erano dei Cristiani, e non, come potremmo definirli, dei “cristianisti”. Un bell’esempio di ciò è fornito da papa Gregorio Magno. La sua riforma ha gettato le basi del Medioevo europeo. Ora, egli credeva che la fine del mondo fosse prossima. E questa, a suo avviso, doveva comunque privare ogni “civiltà cristiana” dello spazio in cui dispiegarsi. Ciò di cui ha gettato le fondamenta, e che doveva durare tutto un millennio, non era a suo avviso che un ordine di marcia provvisorio, un modo di sistemare la casa che si sta per lasciare. Al contrario, quelli che si propongono, come scopo primario della loro azione, di “salvare l’occidente cristiano”, devono guardarsi dal praticare una condotta che (gli esempi non mancano) si situa la di fuori di ciò che è autorizzato dall’etica cristiana, o anche dalla morale comune più elementare.

Rémi Brague

Regalità

altenberg_weltgerichtI teologi riconoscono a Gesù Cristo tre funzioni: profeta, arciprete e re. Cristo significa unto, dunque re. Come Bernanos osservava, c’è qualcosa di grottesco nella pompa che accompagna la solenne entrata di Gesù a Gerusalemme, sul dorso di un asino, eppure resta un’entrata regale. Quando Pilato gli domanda se egli sia re, Gesù non dice di no, ma si limita a precisare che il suo regno non è di questo mondo. Non c’è da stupirsi che i re siano stati accostati al Cristo. Come lui, sono giudici e signori; come lui, costituiscono la pietra angolare del loro regno; come lui, fanno appello al Padre universale. Senza che vi sia al riguardo una dottrina canonica, la Chiesa stessa ha più volte ravvisato nel re sia un’icona che un luogotenente del Cristo.

Per un rovesciamento metafisico dei segni, la Cenòsi precipita il santo di forza nell’abisso della debolezza. Il creatore del mondo è ridotto tra gli schiavi; egli perde ogni suo potere e nulla, però della sua regalità. Cosa in effetti è più regale dell’apparizione sui gradini del pretorio del Cristo flagellato, una corona di spine sulla testa, uno scettro di canna nella mano, drappeggiato di finta porpora e spintonato alle spalle da soldatacci stranieri? Non ha ricevuto l’unzione, ma è il Messia; non è, con la carne, il figlio di David, ma è, con lo Spirito, quello di Dio; è disarmato, ma schiere di angeli non aspettano che un suo segno, e passerebbero Gerusalemme a ferro e a fuoco. E invece lui si lascerà crocifiggere per il mondo sul quale è chiamato a regnare. Ecce homo. Ecco l’uomo. Ed ecco il re.

Vladimir Volkoff

Democrazia

G.K. Chesterton
La democrazia non è filantropia; non è neppure altruismo o riformismo sociale. La democrazia non è fondata sulla pietà per l’uomo comune; la democrazia è fondata sulla reverenza per l’uomo comune, o, se volete, perfino sulla paura nei suoi confronti. Non è la paladina dell’uomo perché l’uomo è così miserabile, ma perché è sublime. Non obietta tanto al fatto che l’uomo comune sia uno schiavo, quanto al fatto che non sia un re.

Gilbert Keith Chesterton