Segesta

cp1utrhweaeoowxIl tempio si incastra nel paesaggio in una compatta unità di forza selvaggia e di armonia. Era una giornata nuvolosa e tirava vento; il moto delle nubi e l’equilibrio dei monti sembravano subire il dominio del santuario. Se non ci fosse il tempio a concedere una dilazione, le forze della natura si scaglierebbero titanicamente l’una sull’altra. Il rapporto ideale tra potenza e ordine è raggiunto nella distribuzione in linea orizzontale e verticale: con la contemplazione lo spirito acquista sicurezza e quietudine. Simili edifici sono installazioni di ordine superiore, nella cui sfera d’influenza la vita artistica ed eroica si nutre per secoli. Vi si esterna in un sol colpo l’intera forza terrestre; in questo senso è il suolo a sospingerli, come per effetto di un processo di cristallizzazione. Si sente che tra questi edifici e il suolo c’è un’affinità; eppure sono composizioni dello spirito – perciò si tratta al tempo stesso di formazioni della potenza incosciente e di quella cosciente.

Ernst Jünger

Un’altra forza

38303-malevic_testa-di-contadino-1928-caLa ragione e la scienza nella vita dei popoli hanno adempiuto sempre, oggi e dal principio dei secoli, solo una funzione secondaria e subordinata; e l’adempiranno sempre, fino alla fine dei secoli. I popoli si compongono e si muovono per un’altra forza, imperiosa e dominante, ma la cui origine è ignota e inspiegabile. questa forza è la forza dell’indefesso desiderio di raggiungere la fine, e insieme di negarla. È la forza della continua e inesausta affermazione della propria esistenza e della negazione della morte. Lo spirito della vita, come dice la Scrittura: “i fiumi d’acqua viva” del cui inaridimento tanto minaccia l’Apocalisse. Principio estetico, come dicono i filosofi, principio morale, come ancora lo definiscono. “La ricerca di Dio”, come la chiamo io, nel più semplice dei modi. Lo scopo di tutto questo movimento popolare, in ogni popolo, in ogni periodo dell’esistenza di un popolo, è unicamente la ricerca di Dio, del proprio Dio, di un Dio proprio, assolutamente personale, e la fede in Lui come nell’unico vero.

Fëdor Dostoevskij

L’abbandono

121507077Le nozioni di amore e di contemplazione non sono più neanche nozioni diventate ridicole, sono completamente abbando-nate. L’idea stessa di metafisica, quando non anima le collere, suscita sogghigni. La crisi è incominciata da molto tempo. Forse, già a partire dal XVII secolo, la cultura ha affrettato il proprio decadimen-to. È diventata sempre più umanizzante, invece di essere spiritualistica. Ci sono sorrisi di santi, di angeli e di arcangeli sui volti delle sculture che si trovano nelle cattedrali. Non sappiamo più guardarli.
Gli uomini girano intorno in quella loro gabbia che è il pianeta, perché hanno dimenticato che si può guardare il cielo. Come vivere, come vivere bene, come possedere il mondo, come goderne, come rimpinzarci, dunque come produrre oggetti amabili, strumenti del nostro piacere, come godere continuamente senza tenere conto degli altri, rifiutando il loro godimento senza neanche porci il problema della loro felicità o infelicità, come industrializzare l’umanità fino alla saturazione?

Ecco che cosa si sono proposti gli uomini e quello che si chiama umanesimo.
Si tratta dell’abbandono delle cure spirituali o metafisiche. Il problema del nostro destino, della nostra esistenza nell’universo, del valore o della precarietà delle condizioni esistenziali nelle quali viviamo, non è più stato preso in considerazione.

Eugène Ionesco

Il creditore sublime

 

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Ai fanatici della giustizia l’universo sembra un debitore moroso, agli adoratori della grazia un creditore sublime. I primi pensano che tutto sia loro dovuto, i secondi sanno che devono tutto.

Nicolás Gómez Dávila

(18 maggio 1913 – 18 maggio 2016)

Somigliante essenza

04PolaroidsAndrejA.Tarkovskij

Secondo me quando si parla di Dio che ha fatto l’uomo a sua immagine e somiglianza, si deve intendere che la somiglianza riguarda l’essenza e questa è la creazione.

Da qui nasce la possibilità di valutazione di un’opera, della sua figuratività. In poche parole il significato dell’arte è la ricerca di Dio nell’uomo. 

Andrej Tarkovskij

 

 

Compimenti nell’incompiuto

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«Spesso abbozzi allusivi sono più efficaci di un dipinto finito. Non si può rimproverare loro la mancanza di completezza, poiché non vogliono essere più di ciò che sono: compimenti nel medium dell’incompiuto. Mentre il dipinto può suscitare nell’osservatore il sentimento dei limiti della realizzazione conclusa, nell’abbozzo alligna la freschezza del possible».

Difendi, conserva, prega!

pasolini

È quasi sicuro che questa
è la mia ultima poesia in friulano:
e voglio parlare a un fascista,
prima che io, o lui, siamo troppo lontani.

È un fascista giovane,
avrà ventuno, ventidue anni:
è nato in un paese
ed è andato a scuola in città.

È alto, con gli occhiali, il vestito
grigio, i capelli corti:
quando comincia a parlarmi,
penso che non sappia niente di politica

e che cerchi solo di difendere il latino
e il greco contro di me; non sapendo
quanto io ami il latino, il greco – e i capelli corti.
Lo guardo, è alto e grigio come un alpino. Continua a leggere

Il vero scrittore

183692_442x362_1211201012ku01ejIl vero scrittore, come la vera ricchezza, si riconosce non dai tesori di cui è in possesso, ma dalla sua capacità di rendere preziose le cose che tocca. Egli è pertanto simile a una luce che, invisibile in sé, riscalda e rende visibile il mondo. 

Ernst Jünger

 

Arte

costantinL’arte non è moderna né antica, è arte. Il tempo perfeziona lo spirito umano ed è proprio lo spirito che chiede questo. L’arte rimane un mistero e una fede, e quando la si fa secondo una teoria è falsa. Dobbiamo liberarci di noi stessi e di tutta la superbia umana, solo così riusciremo a scoprire il bello. Sento oggi parlare di correnti di tutti i generi nell’arte. È una sorta di babilonia universale. L’arte non si è sviluppata che nelle grandi epoche religiose.

Constantin Brâncuși