Le asprezze della terra

tanya-and-wendell“La gente vorrà andarvi non perché lì sarà tutto più ameno che sulla nostra Terra, ma proprio perché lì sarà tutto più duro”, dicono i propagandisti delle colonie spaziali. Questa è in sostanza la rimasticatura di un poster per l’arruolamento nei Marines, la medesima irresponsabile promessa e la medesima triste illusione che dire: “Oh, se solo potessi tirarmi via da questo misero posto, allora sì che sarei un vero uomo, allora sì che gliela farei vedere a tutti”. Permettetemi di osservare che noi non abbiamo ancora affrontato, in questo paese, le asprezze della sua terra. Come popolo, siamo ancora sprovvisti della disciplina, del carattere, del metodo per abitarla senza distruggerla. Se qualcuno di voi aspiranti cadetti spaziali vuole intraprendere una via sicura per diventare eroi, vi consiglio di installarvi con le vostre navette sul terrapieno di una miniera a cielo aperto, e di provare a renderlo coltivabile per l’anno 1990. Applicatevi a “estendere la biosfera” ai deserti causati dall’uomo.

Wendell Berry, 1976

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