I dogmi e le rape

È arduo definire l’uomo, sulle orme di Carlyle, come un ani-male che produce strumenti; le formiche e i castori e molti altri animali producono strumenti. L’uomo può essere definito come un animale che produce dogmi. Quando accumula dot-trina su dottrina e conclusione su conclusione, creando qual-che formidabile schema filoso-fico o religioso, allora, nel solo significato legittimo di cui l’espressione è suscettibile, egli sta diventando sempre più umano. Quando abbandona una dottrina dopo l’altra in un raffinato scetticismo, quando rifiuta di legarsi a un sistema, quando dice che ha superato le definizioni, quando dice che non crede nella finalità, quando, nella sua immaginazione, siede come Dio, senza serbare alcuna forma di fede ma contemplando tutto, allora, per quello stesso processo, sta lentamente affondando a ritroso nella vaghezza degli animali errabondi e nell’inconsapevolezza dell’erba. Gli alberi non hanno dogmi. Le rape sono di vedute singolarmente ampie.

 Gilbert Keith Chesterton
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