Irreprensibili davanti alla fatalità

25Oggi, riconciliati col terribile, assistiamo a una conta-minazione dell’utopia con l’apocalisse: la «nuova terra» che ci si annuncia assume sempre più la figura di un nuovo inferno. Ma, quest’inferno, noi lo atten-diamo, ci facciamo anzi un dovere di accelerarne l’avvento. I due generi, l’utopistico e l’apocalittico, che ci sembrano così dissimili, si fondono, stingono adesso l’uno nell’altro per formarne un terzo, meravi-gliosamente adatto a rispecchiare la sorta di realtà che ci minaccia e alla quale diremo tuttavia di sì, un sì corretto e senza illusioni. Sarà il nostro modo di essere irreprensibili davanti alla fatalità.

Emil Cioran

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