Il tributo dal tempo

ernst-junger-sjediIl venticinquesimo capitolo di Matteo è metafisicamente importante, sebbene nel primo verso inizi con un errore di logica, in quanto non è già il regno dei cieli quello che rassomiglierà alle dieci vergini. L’elevato argomento di questo capitolo è che l’uomo nella vita può guadagnare in valore metafisico raccogliendo olio per la lampada che arde eterna, che con la sua eredità, che con il suo talento si può acquistare una imperitura ricchezza. Questa nostra forza trascendente di trarre il tributo dal tempo è, infatti, un miracolo incredibile, tanto da essere studiato in mille monasteri e in innumerevoli celle di eremiti: il tempo, cioè, come grandioso torchio, il mondo, come frutto. Non per nulla un così grande numero delle immagini accennano al vino e al lavoro del vignaiolo sui monti; lo sviluppo del vino, infatti, fino al momento in cui, bevuto, si tramuta in spirito, rappresenta un potentissimo simbolo di vita.

Ernst Jünger

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