Quello che con Dio combatte

the-vision-after-the-sermon-jacob-wrestling-with-the-angel-1888

E quella notte si levò
Prende le sue due donne e le sue due schiave
E passa il guado dello Iabbòq
Tirandoseli appresso gli fa passare il rivo
L’intera sua masnada lo passerà con lui

E Giacobbe rimase solo

E un uomo lo abbrancò e lo torse
Finchè l’aurora sorse
Ma vide cha a batterlo non riusciva
Nella conca dell’inguine gli sferra un colpo
E la forza con cui si dibatteva
Dagli inguini percossi a Giacobbe andò via
Lasciami l’aurora è sorta dice
E l’Altro no se non pieghi
Le tue ginocchia non ti lascerò
Poi gli domanda qual è il tuo nome?
Gli risponde è Giacobbe
Non sarai più Ia ‘aqòv gli dice
Non sarai più il Soppiantatore
Tu sarai Isra-‘El il Vincitore
Perché sei Quello che con Dio combatte
E tra gli uomini l’Imbattibile
E Giacobbe lo interroga
Ora dimmi il tuo nome dice
L’Altro risponde vuoi che sia tuo il mio Nome?
E in quel punto di grazia lo pervase
Giacobbe chiamò quel Luogo
Col nome di Penuèl Dio si è svelato
Per aver visto proprio in faccia Dio

Traendo in salvo la vita 

Era un sole raggiante
Quando si incamminò oltre Penuèl
Ma era debole e zoppicava

Genesi 32, 23-32
versione di Guido Ceronetti

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