Restano i barbari

1521584_517781561654102_884415960_nA che serve polemizzare con il nulla? È tempo di ricomporci, di trionfare  sulla fascinazione del peggio. Non tutto è perduto: restano i barbari. Da dove emergeranno? Non importa. Per il momento ricordiamoci che presto si metteranno in marcia, e che, pur preparandosi a festeggiare la nostra rovina, meditano sui mezzi per risanarci, per porre termine al nostro raziocinare e ai nostri sproloqui. Nell’umiliarci, nel calpestarci, ci confe-riranno energia sufficiente per aiutarci a morire, o a rinascere. Che vengano a sferzare il nostro pallore, a rinvigorire le nostre ombre, che ci riportino la linfa che ci ha abbandonati. Avvizziti, esangui, non possiamo reagire contro la fatalità: gli agonizzanti non si coalizzano né si ammuti-nano. Come contare sul risveglio, sulle collere dell’Europa? La sua sorte e persino le sue rivolte sono decisamente altrove. Stanca di durare, di intrattenersi ancora con se stessa, l’Europa è un vuoto verso il quale muoveranno ben presto le steppe… un altro vuoto, un vuoto nuovo.

Emil Cioran
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